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Il miraggio della terra in Sicilia

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10 Giugno 2021

Il problema della terra, e di tutto quanto vi gira attorno, ha contraddistinto la lunga e complessa storia dell’Isola, una storia fatta di abusi e soprusi, di sfruttamento, di ingiustizie troppo spesso bagnata dal sangue delle tante vittime innocenti che hanno pagato con la vita quelli che venivano considerati atti di ribellione contro un destino che li vedeva tradizionalmente tiranneggiati o vessati dal potere padronale spalleggiato dalla violenza mafiosa.

Di questa storia ad un tempo dolorosa, per le sofferenze che patirono i lavoratori della terra, ma anche gloriosa per la capacità di contrapporsi alla egemonia del padronato e per la sfida alla mafia, Pippo Oddo, anziano sindacalista ma, soprattutto, grande studioso della questione contadina, ci ha in questi anni offerto una tanto attenta che preziosa ricostruzione storica.

Egli, nel suo lavoro, parte da lontano, cioè dall’eversione dell’asse gesuitico del 1767 – esempio di quel riformismo borbonico che ebbe in Bernardo Tanucci il suo promotore – e arriva alla fine degli anni sessanta del secolo scorso quando, dopo la riforma agraria del 1950, la “questione della terra” perde la sua centralità nella storia siciliana.

Tutto in quattro ponderosi volumi che portano un titolo comune, in sé e per sé di per sé evocativo di quell’attesa liberatoria cui le masse contadine aspiravano da sempre, cioè Il miraggio della terra in Sicilia.

E’ proprio in questi giorni arriva in libreria l’ultimo di questi volumi, quello di cui parliamo, che porta come sottotitolo Dallo sbarco alleato alla scomparsa delle lucciole (1943-1969).

Un volume edito dalla benemerita casa editrice Istituto Poligrafico Europeo – corredato da una acuta e intelligente prefazione di Salvatore Nicosia – che appunto, racconta gli avvenimenti del secondo dopoguerra.

Leggendo questi fogli, si tratta di oltre seicento pagine apprezzabili, oltre per i contenuti, anche per la qualità della scrittura, viene spontanea la constatazione – e non esagero – che, per quanto riguarda l’indagine scientifica sulla questione della terra in Sicilia, non si possa andare oltre.

In poche parole che il lavoro di Oddo – uno studioso, dotato di tanta encomiabile umiltà, che difficilmente trova pari, anche nel mondo accademico ufficiale, per la serietà e l’impegno che mette nella ricerca documentaria a supporto delle sue cronache e delle sue tesi – costituirà un punto fermo, imprescindibile per chi domani avrà voglia di occuparsi scientificamente di questo tema cruciale della storia siciliana la cui ricostruzione, e conseguente, interpretazione è stata spesso motivo di non indifferenti polemiche e, perfino, di conflitti politici.

Che si tratti, ancora, di un lavoro di pregevole fattura lo si evince già dai primi capitoli che evidenziano, fra l’altro, la non comune onestà intellettuale dell’autore nel trattare le singole questioni, una virtù rara, che ci è utile per capire gli eventi troppo spesso coperti da un velo ideologico che li nasconde o li deforma anche agli occhi del più avvertito lettore.

Azzardo, dunque, a dire che la fatica e l’impegno della lettura di questo volume è ampiamente compensata dalla soddisfazione che ne trae chi si pone, senza supponenza intellettuale, il tema della conoscenza di una parte importante della storia isolana.

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