Il mistero dell'agenda rossa, Ayala contro Fiammetta Borsellino: "Anziché andare dai mafiosi parli con me" :ilSicilia.it
Palermo

L'ex pm fu tra i primi ad arrivare in via d'Amelio

Il mistero dell’agenda rossa, Ayala contro Fiammetta Borsellino: “Anziché andare dai mafiosi parli con me”

di
4 Luglio 2019

“Mi sono ritrovato vicino alla blindata dopo essere inciampato sul cadavere di Borsellino. Ero presente fisicamente ma con la testa non c’ero. Vi lascio immaginare quale era in quel momento il mio stato d’animo”. Lo ha detto il magistrato, allora parlamentare, Giuseppe Ayala, rispondendo alle domande del procuratore capo Amedeo Bertone e del Pm Stefano Luciani nel corso dell’udienza al processo sul depistaggio della strage di via D’Amelio che si celebra a Caltanissetta e che vede imputati tre poliziotti, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo.

Mi trovo con questa borsa di Paolo in mano. Non so che farne – ha continuato Ayala – sono confuso. In uno stato di agitazione trovo due ufficiali dei carabinieri e la do a loro. Cosa che rifarei. Poi me ne vado. Accanto a me c’era il giornalista Felice Cavallaro il quale insiste e mi dice, vattene vattene dai tuoi figli e me ne vado. Mi ritrovo con quella borsa in mano forse per meno di un minuto. Il manico della borsa non era bruciacchiato ma forse era un po’ caldo. La borsa non era intatta”.

Ayala in via D'Amelio
Ayala in via D’Amelio

Ayala ha detto di essere poi tornato a casa per tranquillizzare i suoi figli. Alla domanda del Procuratore Bertone su alcune immagini in cui Ayala sarebbe stato visto al telefono l’ex Pm ha risposto: “Assolutamente no. Vorrei vedere queste immagini”.

A proposito invece dell’agenda rossa del giudice Borsellino, Ayala ha spiegato che “nell’86 non avevo nessun rapporto con Paolo. Non avevo idea di questa agenda“.

Poi Ayala replica alla figlia di Borsellino, Fiammetta, che aveva considerato “contraddittorie” le sue “numerose versioni”: “La figlia di Borsellino invece di andare al carcere a sentire gli assassini del padre, può venire da me se ha bisogno di chiarimenti?”.

L’unica cosa certa è che quella borsa poi tornerà improvvisamente di nuovo dentro l’auto, ancora fumante e con qualche focolaio da spegnere. Perché? Poi la nuova asportazione. La borsa sarà per oltre 6 mesi nell’ufficio di Arnaldo La Barbera, abbandonata.

Arnaldo La Barbera [ANSA]
Arnaldo La Barbera [ANSA]
“Dopo la strage – rivelò Lucia Borsellino – la borsa ci venne riconsegnata dal questore Arnaldo La Barbera, ma mancava l’agenda rossa. Mi lamentai subito della mancanza di quell’agenda rossa. Ho avuto una reazione scomposta. Me ne andai sbattendo la porta. Chiesi con vigore che fine avesse fatto la borsa e La Barbera, rivolgendosi a mia madre, le disse che probabilmente avevo bisogno di un supporto psicologico perché era particolarmente provata. Mi fu detto che deliravo. La Barbera escludeva che l’agenda fosse nella borsa”.

Oggi sappiamo che La Barbera (ex capo della squadra mobile di Palermo) era a libro paga del Sisde con il nome in codice Rutilius. Dell’agenda rossa, dopo 27 anni, ancora non v’è traccia.

 

LEGGI ANCHE:

“Un amico mi ha tradito”, il pianto di Borsellino e le nuove indagini sul depistaggio

L’urlo di Fiammetta Borsellino: “Basta parate il 19 luglio, il Csm apra indagini su Ayala e altri”

Depistaggio Borsellino, dopo 27 anni il colpo di scena: indagati alcuni magistrati

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Caro ministro Carfagna, dove lo trova tutto questo ottimismo?

Cara ministra Mara Carfagna, purtroppo il suo ottimismo non è condivisibile! Lei saprà, spero, le dimensioni delle problematiche siciliane! Lei sa che in Sicilia mancano un milione di posti di lavoro per arrivare al rapporto popolazione occupati dell’Emilia Romagna! E che quindi continueremo a perdere ogni anno 25.000 persone che non troveranno lavoro e che dovranno emigrare?

Wanted

di Ludovico Gambino

Giorgio Armani veste il David di Michelangelo per Dubai

La scultura, quella vera, è uno degli emblemi del nostro Rinascimento nonché simbolo dell'Italia nel mondo, originariamente collocata in Piazza della Signoria, per rappresentare la Repubblica fiorentina vigile e vittoriosa contro i nemici. L'opera, alta oltre cinque metri per cinque tonnellate di marmo di Carrara, ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, come ci racconta l’Antico Testamento.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Sicilia e la Resistenza

La Sicilia non ebbe modo di partecipare alla fase finale che determinò la caduta del Fascismo. Essa rimarrà estranea agli avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre segnati dalle dimissioni di Mussolini, dalla fine dell’alleanza con la Germania di Hitler dopo l’armistizio firmato dal maresciallo Pietro Badoglio
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Banner Ortopedia Ferranti

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin
Banner Skin Ferranti