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L'editoriale del direttore responsabile

Il partito di Renzi ha già i suoi ministri ma Di Maio fa finta di niente: “Problemi del Pd”

17 Settembre 2019

 “Nessuna sorpresa. Di certo per noi non rappresenta un problema, anche perché le dinamiche di partito non ci sono mai interessate. Lavoriamo per gli italiani, solo a loro dobbiamo dare risposte”. Sono le parole del leader 5 stelle Luigi Di Maio alla notizia delle grandi manovre renziane per far nascere un nuovo partito politico.

Per Di Maio, dunque, il fatto che Matteo Renzi stia dando vita un proprio partito con propri gruppi parlamentari sia alla Camera che al Senato non sarebbe un problema, anzi l’ex vicepremier e ora ministro degli esteri dice che è una questione “interna al Pd”.

Peccato che non è così, perchè pure un bambino sa che il neo-partito renziano, alla sua nascita avrà già due ministri (Bellanova e Bonetti) e altrettanti sottosegretari (Scalfarotto e Ascani) nel governo “Conte bis”. E il capo politico grillino non può certo liquidare la questione con un semplice “chissenefrega”, in quanto il dato oggettivo è che un nuovo partito non previsto di fatto entra nell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, un partito non conteggiato negli accordi Pd+5Stelle+Leu che hanno portato alla nascita del nuovo governo. Si potrebbe dire un “partito abusivo” se non fosse che il governo è nato in pratica proprio grazie a Matteo Renzi e alle pressioni dei suoi sul segretario Dem Nicola Zingaretti.

Come si fa a far finta di nulla? Non si può, anche perché il neo partito renziano – scusate il francesismo – terrà per le palle il governo Conte. Della serie, sarà la formazione di Renzi a fare da ago della bilancia, decidendo il bello e il cattivo tempo e le linee programmatiche, saranno loro a dettare l’agenda di governo, loro a imporre propri nomi per le oltre 500 nomine che da qui alle prossime settimane dovranno essere fatte e sempre loro a gestire la riforma elettorale in chiave proporzionale, al cui esito positivo l’effetto sarebbe di avere resuscitato definitivamente Renzi anche alle urne. Pena, la minaccia dell’ex sindaco di Firenze ed ex rottamatore di far cadere l’esecutivo giallorosa ad ogni passo, di rottamare cioè Giuseppe Conte e l’intero governo, facendogli mancare al momento opportuno i voti in parlamento.

Ma Di Maio fa finta di nulla e, contattato dall’Ansa, si limita a dire che “ogni singolo eletto del M5S ha un solo obiettivo, risolvere le problematiche dei cittadini. E ora che il governo è al completo dobbiamo lavorare con serietà e determinazione e portare a casa altre importanti misure per il Paese come il taglio dei parlamentari”. Non una parola sul fatto che alla resa dei conti (oramai non può più essere negato) il Movimento 5 Stelle, seguendo i diktat di Beppe Grillo, ha riportato al governo Matteo Renzi, quello stesso e odiato Renzi contro cui il M5s aveva chiesto e ottenuto milioni di voti dagli italiani alle scorse elezioni politiche.

Nemmeno Alice nel paese delle meraviglie sarebbe così sfrontata da affermare candidamente “dinamiche interne al Pd”.  Ma altro che Alice… Altro che paese delle meraviglie… Per qualcuno forse l’Italia è diventata il paese dei balocchi.

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