Il potere dei Leonardi tra favori al clan e tangenti. Interrati bidoni pieni di soldi | VIDEO :ilSicilia.it
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Il potere dei Leonardi tra favori al clan e tangenti. Interrati bidoni pieni di soldi | VIDEO

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4 Giugno 2020

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I rifiuti non venivano trattati come ci si sarebbe dovuto attendere, i danni ambientali sono elevati”, ha commentato il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro. “La gestione della discarica, dell’impianto Tmb e di compostaggio, da parte della famiglia Leonardi era orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con i Comuni pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle stesse autorizzazioni amministrative”, è l’accusa dell’ufficio inquirente etneo.

Nel corso delle perquisizioni fate dalla Guardia di finanza nella discarica di Lentini, nell’ambito dell’operazione “Mazzetta sicula”, che ha fatto luce su una rete di corruzione e traffico rifiuti in Sicilia, sono stati scoperti dei fusti di plastica all’interno dei quali vi erano contanti per un milione di euro. I fusti erano stati interrati.

La consistente mole indiziaria  porta alla luce un perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani convenzionati con la Sicula trasport.Un enorme quantitativo di rifiuti – sostiene l’ufficio inquirente etneo – strutturalmente non più gestibile secondo le prescrizioni di legge e che finiva in discarica senza subire alcun trattamento preliminare, che è essenziale per favorire l’individuazione dei materiali non ammissibili in discarica o dei rifiuti da destinare a operazioni di recupero”.

Che la lente degli inquirenti si fosse poggiata nell’area di contrada Grotte San Giorgio non è una novità. A settembre dell’anno scorso, infatti, militari della guardia di finanza e agenti della Dia, su mandato della prefettura, avevano fatto accesso all’impianto portando via documenti. Dagli approfondimenti investigativi sono emerse gravi inadempienze anche per quanto riguarda la gestione dell’impianto di compostaggio di proprietà dei Leonardi: stando alla ricostruzione degli inquirenti, parte dell’umido conferito da oltre duecento Comuni finiva direttamente in discarica. Lì dove sono stati trovati anche frigoriferi interi contenenti ancora poliuretano, rifiuti sanitari e pneumatici. Poco distante da dove gli imprenditori vorrebbero realizzare il primo inceneritore dell’isola destinato ai rifiuti urbani; un progetto che già nei mesi scorsi è stato criticato da più parti e che attualmente è fermo in commissione Via-Vas alla Regione.

Ma nell’inchiesta odierna pesano anche i sospetti sui rapporti intrattenuti dai Leonardi con esponenti del clan siracusano dei Nardo, storicamente legato alla famiglia catanese di Cosa nostra dei Santapaola-Ercolano. A fare da tramite tra i signori dei rifiuti e la cosca sarebbe stato Filadelfo Amarindo. Per tutti Delfo, l’uomo è tra i dipendenti dei Leonardi. Tramite lui Nino Leonardi avrebbe omaggiato, in occasione delle festività, i boss Angelo Randazzo e Alfio Sambasile. I rapporti con i mafiosi si sarebbero manifestati anche nel mondo dello sport: il figlio di Nino Leonardi, Giuseppe, è il patron della Sicula Leonzio, squadra di calcio che milita in Lega Pro. Dalle indagini è emerso che il clan Nardo ambiva a gestire il chiosco all’interno dello stadio: un’aspettativa che però non andò in porto, per il timore da parte dei Leonardi di attirare le attenzioni delle forze dell’ordine. In cambio, però, gli imprenditori avrebbero promesso regalie varie.

Il blitz delle Fiamme gialle ha coinvolto nove persone: due in carcere, tre agli arresti domiciliari e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziarie e di dimore. In carcere sono finiti Leonardi, accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, corruzione e frode nelle forniture, e Amarindo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ai domiciliari Salvatore Leonardi, 57 anni, fratello di Antonino, Liuzzo e Pecora. Tra gli indagati compaiono anche i dipendenti dell’impianto di compostaggio Francesco Nicotra e Francesco Zappalà e gli amministratori della Edile Sud (non sequestrata) Francesco e Nicola Guercio. Sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora. I sigilli sono stati posti sulle società Sicula Trasporti, Sicula Compost e Gesac.

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