Il premier Conte a Palermo, Orlando: "Da lui parole vuote, il governo ha tagliato i fondi per le periferie" :ilSicilia.it
Palermo

Al centro della polemica il "bando periferie"

Il premier Conte a Palermo, Orlando: “Da lui parole vuote, il governo ha tagliato i fondi per le periferie”

di
14 Settembre 2018

Il premier Giuseppe Conte, in visita oggi a Palermo, è stato accolto da una stoccata del sindaco Leoluca Orlando che ha colto l’occasione per commentare la scelta del Governo di porre la “fiducia” su decreto “Milleprorogohe”. 

Orlando non era presente all’arrivo di Conte all’istituto Padre Puglisi di Brancaccio: a rappresentare il Comune di Palermo, c’erano l’assessore alla Cittadinanza Giuseppe Mattina e quello alla Pubblica istruzione Giovanna Marano. Leoluca Orlando non ha partecipato in polemica con il governo per i tagli ai fondi destinati a scuola e legalità.

“Dopo lo ‘scippo’ di quasi 16 milioni di euro proprio al quartiere di Brancaccio, avvenuto ieri e stanotte con la fiducia sul decreto “Milleproroghe” – dice Orlando – spero che oggi il presidente Conte colga l’occasione per trovare la giusta ispirazione e comprendere il grave, gravissimo errore commesso nel cancellare i fondi del ‘Bando periferie'”.

Orlando usa un’anafora per dare forza al suo disappunto e lo fa sottolineando sempre quale sarà la linea di comunicazione del Premier, in contrapposizione con quello che è invece l’ “Orlando pensiero“.

Centro postale Cavallacci in via Cirrincione
L’ex centro postale “Cavallacci”, in via Cirincione, che dovrebbe essere destinato a diventare un polo scolastico e sportivo.

Oggi a Brancaccio – dice Orlando – si parlerà certamente di scuola e vicinanza a studenti e docenti; parole che suonano vuote dopo che il Governo ha appena cancellato, fra gli altri, il finanziamento per realizzare proprio lì, in via Cirincione (nella foto a fianco), un complesso scolastico polivalente con strutture sportive“.

Oggi a Brancaccio si parlerà certamente di legalità e vicinanza alle forze dell’ordine; parole che suonano vuote dopo che il Governo ha appena cancellato, fra gli altri, i fondi per la manutenzione di due stazioni dei carabinieri e del commissariato di Polizia che operano proprio in quel territorio”.

“Oggi a Brancaccio si spenderanno molte parole, che temo però non spiegheranno un provvedimento che non ha spiegazione se non quella di capovolgere il senso delle cose, del togliere a chi non ha per dare a chi ha.”

“Brancaccio  è un quartiere fra quelli inseriti nel progetto presentato dalla Città Metropolitana di Palermo per il cosiddetto Bando periferie i cui fondi sono, ad oggi, cancellati”, ribadisce Orlando che conclude così il messaggio rivolto a Conte.

Gli interventi cui fa riferimento Orlando sono, nello specifico:
– Riqualificazione e trasformazione in complesso scolastico polivalente dell’ex sede delle Poste Italiane di via Cirincione (14,8 milioni di euro + 3 per la Palestra);
– Manutenzione e rifunzionalizzazione della Stazione dei CC “Acqua dei Corsari” (400 mila euro);
– Manutenzione e rifunzionalizzazione della Stazione dei CC “Brancaccio” (390 mila euro);
– Manutenzione e rifunzionalizzazione del Commissariato di Polizia “Brancaccio” (200 mila euro).

I due progetti presentati per la città e l’area metropolitana di Palermo, prevedono in totale 98 interventi, con un investimento complessivo di circa 158 milioni di euro, di cui 58 a carico del Bando Periferie, e altri 100 fra cofinanziamento di altri enti pubblici e dei privati.

Sulla “diserzione” di Orlando all’incontro con il Premier sono intervenuti  i consiglieri comunali della Lega, Igor Gelarda e Elio Ficarra: “Il sindaco – dicono –  diserta l’apertura dell’anno scolastico che il presidente Conte ha voluto fare a Palermo, dando un segnale fortissimo di vicinanza di questo governo ai drammi del Sud  dando un segnale fortissimo di legalità”.

Orlando dà invece un segnale inqualificabile verso i giovani palermitani. Vorremmo rassicurare il nostro sindacoaggiungono – non è l’Aula del consiglio comunale, nessun consigliere potrà rappresentarle in quella sede il degrado in cui tiene la città. Sarebbe dovuto andare, ci rappresenti visto che è per questo che è stato votato e che la paghiamo”.

Nel merito delle ragioni addotte, facciamo notare che sono ancora una volta pretestuose. Non vi è alcun taglio da parte del governo, ma uno slittamento nel trasferimento delle risorse per motivi tecnici e di bilancio. In altre parole, lo Stato conferma l’attenzione per le periferie e non riduce l’attenzione”.

“Tra l’altro, Conte ha rassicurato che verranno apportate modifiche migliorative e che progetti in stato avanzato non verranno bloccati.
L’assenza del sindaco, invece, segna sempre più il suo desiderio di fare propaganda, nella speranza di recuperare ruolo politico, che l’inconsistenza amministrativa di questo suo ennesimo mandato rende sempre più appannato, in uno schieramento ormai in visibile smobilitazione.  Ma di questi giochi politici – concludono Gelarda e Ficarra – purtroppo, a pagare sono solo i cittadini, ed in questo caso i ragazzi”.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Blog
di Renzo Botindari

Se non mi mancate per nulla ci sarà un motivo?

Siamo partiti dal “fratelli d’Italia” cantato in coro alle ore 18.00 dai nostri balconi, per giungere oggi al vaffa al vicino di casa non appena si affaccia nel balcone accanto al vostro
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Buona Pasqua

L’Augurio che sicuramente in cuor loro i siciliani si fanno, in occasione di queste festività, è che questa sia l’ultima Pasqua da reclusi e che la prossima si potrà finalmente passeggiare liberamente, ritrovando il gusto dello stare insieme, di rafforzare sentimenti di amicizia, di socialità e di solidarietà
Alpha Tauri
di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin