Il Primo Concerto: l'incontro metaforico tra il piccolo Thomas e Battiato | ilSicilia.it :ilSicilia.it

Un viaggio nella vita e nella musica del grande artista

Il Primo Concerto: l’incontro metaforico tra il piccolo Thomas e Battiato

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23 Ottobre 2019

Franco Battiato non è mai uscito e mai uscirà dalle nostre vite perché, con la sua voce e la sua poetica, non ha una collocazione temporale. Ascoltando i suoi testi ci si sente parte di quell’Universo che obbedisce, anzi dovrebbe obbedire, all’amore e in cerca di quel Centro di gravità permanente che non ci faccia cambiare idea sulle cose, sulla gente.

Franco Battiato

Siccome il caso non è mai un caso, in questi giorni in cui si parla tanto di lui, è riemerso dalla memoria, un bellissimo libro, “Il Primo Concerto” di Fulvia Degl’Innocenti, con illustrazioni di Paolo D’Altan, Rueballu editore, che, dedicato ai ragazzi, infatti è nella Collana “Jeunesse ottopiù”, dovrebbe essere letto, anche, dagli adulti. Il protagonista è Thomas, un bimbo che, cresciuto con la voce familiare, come colonna sonora, di questo poeta e narratore mistico e mitico, durante il viaggio che lo conduce al suo Primo Concerto e grazie ai racconti della mamma, scoprirà l’universo di Franco Battiato, i suoi maestri, i suoi incontri con uomini e donne straordinari, il significato dei suoi testi con richiami a tempi mitologici, tradizioni mistiche ed esoteriche.

Il piccolo, metaforicamente, accompagna il Maestro dalla nascita a Riposto fino al trasferimento a Milano; dal duo “Gli Ambulanti”, con cui si fa notare da Giorgio Gaber che gli suggerisce di cambiare il nome da Francesco in Franco, al successo arrivato con l’album Il Cinghiale Bianco (1979), che narra di un tempo lontano in cui gli uomini possedevano la conoscenza assoluta; da Centro di gravità permanente (1981), che cela l’insegnamento di Georges Ivanovitch Gurdjieff secondo cui l’uomo è una legione di io litiganti, paragonabile a un pianeta con i suoi satelliti, ai tanti viaggi, tra cui quello in Turchia che gli ispira “Voglio vederti danzare” (1982), con “i Derviches tourneurs che girano sulle spine dorsali”, versi che campeggiano su uno dei cartelli informativi del Museo del Satiro Danzante di Mazara del Vallo, e quello in Tunisia con “I Treni di Tozeur”.

Gli è accanto nelle sue grandi passioni, la meditazione e la musica, i silenzi che vibrano, danzano e cantano; il cinema con “Perduto Amor“, “Musikanten” e “Niente è come sembra“, con protagonisti “RiCercatori” come lui, uomini curiosi, fucine di domande a cui ne seguono altre e altre ancora; la vita ritirata a Milo, sulle pendici dell’Etna; l’orgoglio di rappresentare la sua terra col suo accento marcato e i suoi tratti somatici; gli amici, tanti, tra i quali il filosofo Manlio Sgalambro, scomparso nel 2014, il compositore Giusto Pio, nel febbraio del 2017, il palco di luci danzanti, la sua voce che attraversa lo spazio e il tempo, accolta dall’entusiasmo di un coro di migliaia di voci e, infine, la scoperta in cielo di un asteroide chiamato 18556 Battiato che fa venire in mente il B-612 de “Il Piccolo Principe”.

Al piccolo Thomas prima, durante e dopo questo “incontro” di musica, parole e anima, si apre un mondo che lo porta altrove, in galassie lontane, cullato dalla commozione nel sentirsi dedicare dalla madre “La Cura”, la più bella canzone mai scritta, che è un abbraccio rassicurante che tutti vorremmo donare e ricevere in salute e, soprattutto, in malattia. Dopo aver letto questo bellissimo libro, tutti sognerete di essere questo bimbo, qualche fortunato magari si riconoscerà in lui, educato da una mamma a guardare il mondo, sin da piccolo, con gli occhi di questo uomo straordinario, diventare adulti e stupirsi per la ricchezza, la complessità, la profondità dei suoi testi ed essere avvolti dalla sua voce, dalle sue note e proiettati in un mondo reale e, al contempo, immaginifico, misterioso e sondabile, per chi vuole diventare “Cercatore” di se stesso e del significato recondito delle cose

Questo è il tempo d’amare, più che mai, questo grandissimo artista, questo visionario calato nella realtà, questo avanguardista nell’animo che, oggi, nell’assenza, è più che mai presente per fare arrivare fino a lui: “Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di Te”. Noi avremo cura di Te.

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