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Il rimpasto alla Regione Siciliana si avvicina: Pierobon con le valigie pronte

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11 Maggio 2020

L’assessore Alberto Pierobon sembra avere le valigie pronte per tornare nel Nord dell’Italia.

Pierobon era arrivato con tutte le buone intenzioni per rimettere in sesto il settore dei rifiuti nell’Isola. Ma pare che l’Udc (il suo partito) sia disposto a rinunciare al tecnico venuto dal Veneto. Chi vorrebbe mantenerlo al suo posto pare sia solamente la capogruppo all’Ars Eleonora Lo Curto, il cui genero è in forza alla segreteria particolare dell’assessorato.

La sfida che si è assunto l’assessore (nativo di Cittadella e residente nella “Marca trevigiana” da molti anni), già direttore del Consorzio Treviso 3, era di quelle da far tremare le vene ai polsi: essere l’assessore regionale ai Rifiuti e ai Servizi di pubblica utilità della Regione Siciliana. Quando è arrivato, la percentuale di differenziata era poco sopra il 20%, la più bassa d’Italia e la Sicilia era oggetto di pesanti sanzioni da parte dell’Unione europea.

Inoltre, tutti conoscono gli interessi, anche legati alla criminalità, che ruotano attorno all’immondizia. Un settore ultra delicato, dunque. Pierobon in passato era anche stato sub-commissario in Campania, uscendone pulito in un mare di arresti, dopo oltre un anno passato a Roma nell’ambito di una apposita struttura diretta dal generale Roberto Jucci. 

Nel novembre del 2019, nonostante le voci su sue possibili dimissioni, aveva deciso di restare in Sicilia rinunciando ad un incarico di prestigio: l’assessore era stato nominato lo scorso 24 settembre come direttore generale di Etra ed era ritenuto la figura ideale per ricoprire l’ importante ruolo rimasto vacante dopo la revoca della procura gestoria all’ex direttore generale Marco Bacchin, travolto dall’inchiesta sugli appalti. All’origine del rifiuto del professionista ci sarebbero motivi personali e familiari, che lo stesso aveva comunicato alla società.

pierobon
Alberto Pierobon

Durante il suo mandato non sono mancate mini bufere giudiziarie all’interno dell’assessorato, come quella avvenuta in merito al cosiddetto “caso Arata” e al sistema dell’eolico: un affare di oltre 15 milioni con al centro l’imprenditore mafioso Vito Nicastri e il faccendiere Paolo Arata, arrestati insieme ai rispettivi figli, e ai due funzionari della Regione che avrebbero preso le tangenti, e accusati, a vario titolo, di corruzione e intestazione fittizia di beni. Ma oramai questa è storia vecchia.

Le notizie che arrivano adesso da ambienti vicini a Palazzo d’Orleans danno per scontato che nei due anni e mezzo che restano del governo Musumeci all’assessorato dei Rifiuti ci sia bisogno di una persona del territorio. E magari non un tecnico, ma un politico.

Nel frattempo, una deputata regionale dell’Udc che scalpiterebbe per ottenere una poltrona di assessorato è Margherita La Rocca Ruvolo. Come circola voce che il dirigente generale del dipartimento regionale acqua e rifiuti Salvatore Cocina sarebbe pronto a sostituire Pierobon.

Domani mattina intanto, vertice di maggioranza per iniziare a capire quali siano le sostituzioni da effettuare nella Giunta Musumeci. Anche se la partita più interessante riguarda le nomine dei direttori generali nei vari dipartimenti dei Palazzi in Sicilia.

Come già scritto, il partito di Cesa ha mostrato i muscoli dopo che il deputato Giovanni Bulla è tornato tra le fila dell’Udc, dopo la breve parentesi leghista. La percentuale che l’assessorato ai Rifiuti non sia riassegnato all’Udc è alta. Ma la domanda è: Quale pretesa avrà il gruppo parlamentare della Lo Curto in merito alle prossime assegnazioni di poltrone politiche? E che altro assessorato potrebbe volere la componente centrista che col ritorno a casa di Bulla conta nuovamente sei deputati regionali?

 

 

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