Il saluto di Rosario Crocetta: "Esco da Palazzo d'Orleans nudo come sono entrato" :ilSicilia.it

La lettera del presidente uscente ai dirigenti e ai dipendenti della Regione

Il saluto di Rosario Crocetta: “Esco da Palazzo d’Orleans nudo come sono entrato”

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3 Novembre 2017

Mi sarebbe piaciuto venirvi a incontrare personalmente prima di lasciare la Presidenza della Regione, ma gli impegni di tutti i giorni e il senso del dovere mi obbligano fino all’ultimo giorno ad essere al lavoro per compiere gli atti ordinari del mio ufficio. Vi scrivo per ringraziarvi con sincerità per la collaborazione vera e leale che avete dato in questi 5 anni. Sono stati anni difficili, anni in cui la pesante eredità ricevuta ci ha obbligato a lavorare intensamente per rimettere a posto le cose“.

Inizia così, la lettera inviata ai dirigenti e ai dipendenti della Regione siciliana dal presidente uscente Rosario Crocetta. Una lettera lunga in cui dice che esce da Palazzo d’Orleans “nudo come sono entrato”.

Siamo sulla buona strada, i conti della Regione sono in ordine, il PIL cresce, la macchina burocratica organizzativa ha avviato un processo di riorganizzazione positivo – scrive – Sono stati raggiunti risultati importanti in tanti settori a partire dall’utilizzo dei fondi europei dove non solo abbiamo registrato il completamento totale delle opere ma abbiamo avuto una percentuale di errore inferiore all’1%“.

Crocetta parla di  “importanti processi di cambiamento“, in riferimento soprattutto al rapporto fra il Governo e la burocrazia regionale. “In questi anni abbiamo dato obiettivi e valutato risultati. Un metodo nuovo che all’inizio poteva essere visto confuso per disattenzione ma che dopo pochi mesi è divenuto chiaro quando rispetto all’obiettivo ho sempre chiesto di avere report e risultati“.

Sul modo di amministrare, il presidente uscente precisa che  “i dirigenti, i funzionari e gli impiegati non sono stati valutati per la loro appartenenza ma sulla base dei risultati che hanno raggiunto. Devo dirvi con sincerità che sono contento – dice ancora – Pensavo di non riuscire nell’impresa di fare funzionare la macchina burocratica e amministrativa, vittima del pregiudizio, dei luoghi comuni che spesso dall’esterno si hanno nei confronti della Pubblica Amministrazione. Ho imparato sinceramente ad apprezzarvi e a volervi bene, a stimare la serietà con la quale la maggior parte di voi svolge il proprio lavoro“.

Non manca il riferimento ai momenti difficili. “A volte vi ho criticato e a volte mi avete criticato e abbiamo fatto bene perché il rapporto con il Governo non può essere un rapporto compiacente così come il rapporto tra un Governo nei confronti della struttura amministrativa non può essere adulatorio – continua Crocetta nella sua lettera – Sapevamo tutti quanti che dovevamo fare un lavoro difficile e che lo dovevamo fare in fretta. Una parte notevole di quel lavoro è stato fatto grazie alla vostra collaborazione“.
Crocetta, inoltre, definendosi sicuro e sicuro di lasciare un segnale di rinnovamento e di cambiamento, non rinuncia a suggellare la lettera con parole che richiamano la  “legalità” e “trasparenza“.

Io esco nudo da questo palazzo come vi sono entrato e questo è per me motivo di orgoglio in una Sicilia dove non sempre è stato così. Possiedo esattamente gli stessi beni di 5 anni fa, non ho Società e non gestisco affari. Ho ritenuto che qualsiasi attività imprenditoriale fosse totalmente incompatibile con il profilo del pubblico amministratore. Altri potranno avere una visione diversa ma io la penso così ed ho mantenuto tale coerenza”.

E conclude: “Non dimenticherò mai le manifestazioni generalizzate d’affetto che in questi anni ho avuto da tutti voi nei momenti difficili, soprattutto quando si è tentato persino un vero e proprio golpe finalizzato a determinare la caduta del Governo. In quei momenti ho visto lavoratori leali e cittadini consapevoli che con coraggio hanno difeso la verità. Grazie e arrivederci. Arrivederci nelle battaglie civili che dobbiamo affrontare. Arrivederci nel percorso comune di impegno a favore della nostra Sicilia“.

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