Il sangue, i riti, le minacce: così la mafia nigeriana controllava Ballarò :ilSicilia.it
Palermo

le torture dell'iniziazione

Il sangue, i riti, le minacce: così la mafia nigeriana controllava Ballarò

di
4 Aprile 2019

Un massacro a suon di musica che culminava con un brindisi con una coppa di sangue. I nuovi affiliati erano costretti a subire questo e altro ancora per giurare fedeltà al clan “Eiye”, una cellula della mafia nigeriana che oggi, 4 aprile, è stata colpita al cuore dagli uomini della Squadra mobile di Palermo.

Nell’operazione “No fly zone” sono state arrestate 13 persone che avevano preso il controllo del business nel popolare quartiere di Ballarò. A dare la stura all’inchiesta, due pentiti che facevano parte dell’organizzazione.

 “Ingoia, ingoia, ingoia, apri gli occhi, quanti ne vedi, quante dita vedi…”. Il dialogo è estrapolato da una parte delle intercettazioni ambientali fatte dalla polizia. In sottofondo, il rumore sordo delle botte con cui i futuri affiliati venivano costretti a bere il sangue. Rumori inequivocabili accompagnati da canti sacri e musica.

“Giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente e spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio che il ‘volture’ (l’avvoltoio, ndr) spietato mi strappi gli occhi. Se non rispetto il mio ibaka, rugged per l’eternità'”. 

Tradire equivale a morire, vivere vuol dire obbedire: una sola legge, un solo scopo. Questo, il giuramento finale che poneva fine al pestaggio e alle torture prima di essere accolto nell’organizzazione.

Le indagini, partite dalla denuncia di una ragazza vittima della tratta e della prostituzione, ha permesso alla Squadra mobile di scoprire una casa d’appuntamenti a Ballarò e da lì è stata in grado di ricostruire il ruolo svolto da ciascun appartenente all’interno dell’organizzazione criminale.

 

LEGGI ANCHE:

Mafia nigeriana a Ballarò: scatta il blitz, tredici arresti della polizia | VIDEO

© Riproduzione Riservata
Tag:

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin