Il silenzio, l'amore e la pazzia :ilSicilia.it

Il telefonino ci ha tolto la certezza di identificare quale pazzo colui che parla da solo

Il silenzio, l’amore e la pazzia

di
22 Ottobre 2021

Carissimi

Il silenzio è la conversazione di chi si ama”, diceva qualcuno che ne sapeva di più di me.

Eppure difficilmente oggi si rimane in silenzio per paura di non esser notato, Se poi vogliamo anche aver ragione non ci rimane che gridare più del nostro interlocutore, grazie anche al fatto che se gridassimo da soli, in una piazza nessuno si porrebbe oggi il problema di tacciarci per pazzo, poiché a differenza del passato penserebbe comunque che da qualche parte noi nascondiamo un auricolare e un microfono.

Il telefonino ci ha tolto anche questa soddisfazione, soprattutto certezza, quella di identificare qualcuno come pazzo perché parla da solo.

Se i pazzi quindi non parlano da soli, non gridano da soli, chi sono oggi i pazzi?

Bella domanda. Credetemi è una delle tante certezze in meno che ho guadagnato crescendo.

Oggi pazzo potrebbe essere chi fa il proprio dovere. Oggi pazzo potrebbe essere colui che si spende per gli altri, facendo volontariato. Oggi pazzo potrebbe essere colui che morigeratamente fa delle diete per rimanere in linea. Oggi pazzo potrebbe essere colui che in età decide di fare running giornalmente per rimanere in perfetta forma. Oggi pazzo potrebbe essere colui che decide di fare politica e addirittura ambire a fare il sindaco di grandi città.

Ma si, a questo non ci avevo pensato. Sindaco di una grande città, ecco perché chi è scafato in politica, chi ha speso il suo nome ed il suo volto in tv per anni a far politica, oggi si guarda bene a candidarsi alla guida di grandi città come Roma, Torino, Napoli e perché no Palermo.

Oggi, fare il sindaco, ma cu tu fa fari?

Amo la mia città e per questo mi candido”, na vuota!

Ami la tua città e per questo per pronto accomodo la “magistraturaca sinni sienti e ti vuole bene, per si e per no ti fa avere un avviso di garanzia nella migliore delle ipotesi per tenerti impegnato e scoraggiarti, in molte altre occasioni ci pensano i medici prescrivendoti lunghe cure o stressanti terapie, perché chiunque oggi “ti vuole bene” e sa che sei “persona per bene” percepisce chiaramente in una affermazione “Amo la mia città e per questo mi voglio dedicare al suo bene” sintomi di sommessa pazzia.

Per quale motivo una persona savia, dovrebbe andarsi ad inserire mani e piedi in un contenitore da sempre pieno di gente che per sopravvivere e disposta a tutto e che ti dovrebbe fare credere che aspettavano a te per risolvere i problemi? Aspettavano a Totò Termini di lontana memoria ……….

Certo se oggi vuoi fare il sindaco, se oggi vuoi fare l’impiegato modello che fa del suo “orologio” la scansione della sua virtù, stai tranquillo una statua nessuno te la farà mai e a prescindere che “gli eroi sono tutti morti e chi  è rimasto in vita ha trovato il loro prezzo” la società di oggi, come già diceva per tempo qualcuno che aveva studiato la storia “è orientata sul presente, sull’istante attuale, non tiene memoria” e quindi non fa confronti perché non ha voglia di approfondire la conoscenza umana.

Oggi che le virtù sono maggiormente riscontrabili nei postriboli e nelle meretrici, la differenza la fanno gli errori, la nefandezza e lo spergiuro, il fango che a furia di scavare si riscontra in ciascun essere umano poiché è la bibbia che ci dice che il Creatore impastò fango per fare l’essere umano e pertanto chi in mala fede ha travisato tali scritti si è convinto che il “vincente” è colui che dimostra che l’antagonista è peggiore di lui, colui che squalifica l’avversario, e non colui che vince perché è il migliore, la meritocrazia, quell’altra bugia dei giorni d’oggi.

Pertanto vuoi vedere che il pazzo è colui che ambisce ad essere “normale”?

Un abbraccio, Epruno.

P.S. – “Se non son pazzi, non li vogliamo” (motto ventennale di un Eprunista)

© Riproduzione Riservata
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