Il "Taormina film fest" rischia di finire in tribunale. Ma a giugno si partirà :ilSicilia.it
Messina

La storia infinita del bando definito dai più maliziosi "sartoriale" prosegue e sta riservando una lunga serie di polemiche e sorprese.

Il “Taormina film fest” rischia di finire in tribunale. Ma a giugno si partirà

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1 Febbraio 2017

Si conferma sempre più intricata e si avvia ad approdare nelle aule di tribunale la vicenda della 63esima edizione del Taormina Film Festival e delle procedure di gara in atto dallo scorso ottobre per assegnare la gestione ed organizzazione della rassegna cinematografica in programma a giugno. La storia infinita del bando definito dai più maliziosi “sartoriale” prosegue e sta riservando una lunga serie di polemiche e sorprese. Nella settimana appena trascorsa si è riunita la Commissione di gara nominata dal Comitato TaoArte e formata da Franco Cicero, Alessandro Rais e Ninni Bruschetta, alla presenza inoltre dei legali rappresentanti (o persone da loro delegate, munite di procura) delle società partecipanti.

L’apertura delle buste era attesa inizialmente per il 16 dicembre alle 15.30 ed è poi slittata alla mattinata del 26 gennaio scorso proprio quando si è concretizzato il fuori programma che sta monopolizzando adesso l’attenzione e che, comunque vada, promette di far finire la questione per le vie legali. A tenere banco è stata la presentazione delle offerte da parte di una delle società partecipanti, la Agnus Dei di Tiziana Rocca, con un ritardo di mezzora rispetto all’orario indicato nel bando come termine ultimo, ovvero le 12 del 16 dicembre.

Delle sei società partecipanti alla prima fase della gara, ne sono rimaste adesso in competizione soltanto quattro dopo che l’Altacultura (di Catania) si è ritirata e la Camaleo srl (di Roma) non ha mandato alcuna mail con la proposta.  A giocarsi la contesa finale sono rimasti Video Bank (Belpasso),  Dea Film (Messina), France Odeon (di Firenze) e proprio l’ Agnus Dei (Roma) di Tiziana Rocca, che ha gestito le cinque edizioni uscenti del festival. Tuttavia la società romana risulta aver inviato le 3 mail richieste con un ritardo tra i 15 e 30 minuti. Un ritardo che rischia di rivelarsi “fatale” e potrebbe determinare l’esclusione della gara. Stando a quanto previsto dal bando, l’istanza doveva essere inoltre divisa in 3 parti da trasmettere con tre differenti email: 1)la documentazione amministrativa 2) l’offerta tecnica ed artistica 3) la parte economica riportante le fidejussioni e il piano finanziario dell’offerta.

La Commissione di Valutazione del Taormina FilmFest, nominata dal Presidente del Comitato TaoArte – si legge in una breve nota diffusa dal Comitato – “ha sospeso e rinviato i propri lavori al 7 febbraio, nell’attesa di un parere legale indispensabile per la prosecuzione dell’esame dei dossier di candidatura”. Ma Agnus Dei non ci sta alla prospettiva di una clamorosa esclusione per presentazione dell’istanza di partecipazione oltre il termine orario consentito e i legali della società sono già pronti a dare battaglia e valutano azioni legali immediate in caso di estromissione dal bando. L’avvocato dell’Agnus Dei è in possesso di un documento che attesta un tentativo di invio alla pec del Comitato TaoArte prima di mezzogiorno e per l’esattezza circa 20 minuti prima della scadenza dei termini. L’invio della email non sarebbe andato a buon fine per via della mail box piena di TaoArte. Negli stessi minuti venivano inviate le mail di proposta di Videobank, France Odeon e Dea Film. E a complicare ulteriormente la questione c’è il fatto che L’ offerta doveva essere trasmessa in tre mail separate, mentre a quanto pare dopo il primo tentativo andato a vuoto, non ce ne siano stati altri nei minuti successivi.  VideoBank e FranceOdeon, che hanno trasmesso pochi minuti dopo il tentativo dell’Agnus Dei, non hanno incontrato alcuna difficoltà.

Non sarà facile dirimere la questione in tempi brevi e comunque vada, sia che avvenga l’ammissione di Agnus Dei alla gara sia se dovesse essere esclusa, a dover definire la vicenda potrebbero essere le vie legali.

Sulla questione la normativa di riferimento è quella sulla Pec, normativa con valore legale si articola su più livelli, ciascuno con una sua precipua funzione giuridica.

Di sicuro c’è che chiunque riuscirà ad aggiudicarsi la gestione ed organizzazione della rassegna, avrà a disposizione poi soltanto quattro mesi di tempo per preparare al meglio l’edizione 2017 del festival. Il prossimo capitolo della storia infinita andrà in scena il 7 febbraio, con la seconda riunione da parte della Commissione di gara. In quella circostanza si avrà a disposizione anche il parere legale richiesto dal Comitato e si dovrebbe stabilire verso quale finale si avvierà la “tormentata” sceneggiatura del bando di gara e soprattutto chi andrà a prendere in mano il prossimo Festival del Cinema di Taormina. E mai come stavolta la contesa è aperta a qualsiasi soluzione.

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