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Immagina…

di
10 Aprile 2021

botindari epruno

Immagina di aprire le persiane di casa tua incontrando il giorno che nasce e vedere la tua amata città dall’alto e fare pace con essa come ogni giorno, apprezzare la sua bellezza dall’alto, il suo skyline, i suoi colori, il sole che si riflette basso sulle sue coperture e pensare di esser stato fortunato ad esser nato qui.

Immagina a questo punto di scendere e passeggiare mentre la città si sveglia, mentre tutti coloro che lavorano per renderti normale la tua città sono al lavoro, per lavare le scale dei palazzi, per pulire i negozi e le vetrine, per lavare i marciapiedi, per spazzare le caditoie stradali e ripulire i cestini, per curare gli alberi e il verde e tanto altro.

Immagina i piccoli cantieri manutentivi che organizzano la loro giornata lavorativa per riparare il battuto cementizio del marciapiede dissestato, riparare il tappetino d’usura delle strade, sostituire le lampade fuse dalle armature stradali o dalle fruste, raccogliere con regolarità l’immondizia.

Immagina chi approfitta della bella giornata per fare un salto nel giardino pubblico, per far prendere un po’ di sole al bambino piccolo, o lo studente con il suo libro che legge seduto sul prato, la persona anziana che si riposa nella panchina con il suo giornale o mentre guarda incuriosito coloro che manutengono la fontana della villa.

Immagina la libertà di poter andare da un punto all’altro della città con qualunque mezzo tu possieda o desideri utilizzare senza rimanere stressato e imbottigliato, per la concomitanza di eventi non programmati o la paura non poter trovare parcheggio senza doversi mettere in conflitto con postume piste ciclabili o le pessime abitudini inconcepibilmente tollerate dei parcheggi momentanei in doppia e tripla fila.

Immagina ampi parcheggi a raso o sotterranei custoditi ed a prezzi concorrenziali rispetto a qualunque zona blu disegnata su una strada che già ci appartiene e per la quale, a differenza del parcheggio custodito non ci viene fornito alcun servizio aggiuntivo.

Immagina le strade piene di polizia municipale e non di ausiliari del traffico, ad educare sanzionando la gente per i comportamenti non consoni al codice stradale.

Immagina commercianti che tolgono i sigilli e rialzano le saracinesche di locali per troppo tempo rimasti sfitti nelle zone residenziali e giovani che intendono investire in attività imprenditoriali, artigiani che rivivano il loro territorio.

Immagina il tram, il filobus, la metro, le ferrovie intercomunali, i pullman, i taxi, le auto elettriche, le auto tradizionali, le piste ciclabili il tutto presenti coordinate con parcheggi d’interscambio, con zone dedicate, con limitazioni volumetriche di accesso nei centri storici con strade strette per le auto dei privati.

Immagina una circonvallazione che non sia più asse di attraversamento cittadino e che diventi realmente una strada che giri intorno alla città sul lato interno per far sì che il grande traffico interprovinciale o diretto all’aeroporto possa bypassare la città senza necessariamente attraversarla.

Immagina piccoli traghetti con regolarità collegare il porto cittadino con Mondello e Sferracavallo per la riscoperta e la valorizzazione della costa vista dal mare decongestionando il traffico d’auto verso le località balneari, in uno con la linea metropolitana.

Immagina una funivia che colleghi il Castello Utveggio e/o il Santuario di Santa Rosalia che permetta lo svilupparsi di una attività di ricezione e ristorativa conseguente alla scalata e immagina anche il solo poter salire in auto da Palermo al Santuario e poter scendere a Mondello attraverso una bella strada panoramica.

Immagina aree attrezzate e vocate per la realizzazione dei grandi eventi che siano sicure, che interferiscano il minimo con la normale attività delle zone e che permettano la programmazione di stagioni culturali, ludico-sportive e d’intrattenimento.

Immagina il grande stadio di calcio cittadino dedicato agli eventi di cui sopra, fin quando in città non ci sarà una squadra in grado di giocare nella massima serie, destinando per gli eventi con meno di diecimila spettatori alternative strutture cittadine già da tempo costruite.

Immagina… Non rimanere schiavo di una “visione”, guarda al futuro, ci vorranno anni… Ma quanti anni sono passati da quando avresti meritato tutto ciò?

Immagina la “normalità” quale unico “manifesto per il futuro”.

 

Un abbraccio Epruno.

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