Involtini di cutina (o cotenna) al sugo | LA RICETTA :ilSicilia.it

Bontà della tradizione

Involtini di cutina (o cotenna) al sugo | LA RICETTA

4 Marzo 2019

Ci sono delle pietanze che si amano o si odiano e gli “involtini di cutina al sugo” appartengono a questa categoria. Per i detrattori potrebbero entrare di diritto nel programma Bizarre Foods whit Andrew Zimmern che, tradotto in italiano Orrori da gustare, presenta piatti bizzarri, unici, caratteristici della cucina di una determinata città, regione o nazione.

Zimmern apre e chiude ogni episodio con il motto: “E ricordate, se vi sembra buono, mangiatelo“. Ecco, per gli involtini di cutina, ricetta della tradizione siciliana, tenetelo a mente e lasciatevi sopraffare dalla bontà non pensando al cosa, ma al quanto siano buoni. I suoi amanti, viceversa, li esaltano, ovviamente, come bocconcini prelibati. Ma andiamo alla ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g di cotenna di maiale
  • 4 cipollette
  • prezzemolo abbondante
  • 200 g di pecorino grattugiato
  • 150 g di pangrattato
  • salsa di pomodoro
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • pepe q. b.

Procedimento:

1. Prendete la cotenna di maiale e passatela sulla fiamma con molta attenzione per bruciare eventuali setole o eliminatele con un rasoietto.

2. Mettetela in acqua bollente, salatela e sbollentatela. Appena si sarà ammorbidita, spegnete e lasciatela sgocciolare.

3. Appena si è raffreddata completamente, tagliatela a rettangoli.

4. Nel mentre, in una ciotola, mescolate il pangrattato, il prezzemolo tritato, il pecorino grattugiato, le cipollette tagliate sottilmente e il pepe.

5. Farcite i rettangoli di cotenna con questo ripieno e chiudetene le estremità con degli stecchini.

6. Fate una buona salsa di pomodoro e aggiungetevi il concentrato di pomodoro. Quando è quasi pronta, ponete nel sugo gli involtini e, appena stanno sobbollendo, aggiungete un’abbondante cucchiaiata di pecorino.

Scritti, cucinati e, a ora di pranzo, mangiati.

Tag:
Cultura
di Renzo Botindari

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Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.