23 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 07.55

Nubi sui destini dei 524 dipendenti e delle loro famiglie

Ksm: Cgil e Cisl dicono no alla proposta lacrime e sangue dell’azienda. La Uil va avanti

7 Luglio 2017

ksm corteoSi spacca il fronte sindacale che fino ad oggi ha affrontato la vertenza Ksm, alla quale sono appesi i destini di 524 dipendenti, 516 vigilantes e 8 amministrativi, e delle loro famiglie. Cgil e Cisl considerano irricevibile la proposta lacrime e sangue fatta dall’istituto di vigilanza di proprietà della famiglia Basile e ribadita ieri nel corso del vertice tenutosi nei locali del Centro per l’impiego di Palermo. Mentre la Uiltucs si dice pronta a proseguire la trattativa, alla luce della disponibilità dell’azienda a ridurre i licenziamenti da 516 a 152 e a garantire per 4 anni ai lavoratori licenziati il diritto di prelazione presso le aziende del gruppo.

Ed è proprio questo il principale motivo della discordia. Per Cgil e Cisl il mantenimento dei livelli occupazionali è un punto imprescindibile, senza il quale non è possibile nessun accordo. Anche perchè le altre condizioni poste da Ksm sono molto pesanti: dal mantenimento della carenza contrattuale per malattia, alla rinuncia per 2 anni della quattordicensima; dalla riduzione per 24 mesi dei permessi contrattuali retribuiti da 140 a 25 ore annuali, al riconoscimento, sempre per lo stesso periodo di tempo, delle maggiorazioni e indennità contrattuali nella misura del 50% rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale.

Inoltre, secondo la segreteria regionale della Filcams Cgil, rappresentata nell’incontro da Salvatore Leonardi, Stefania Radici e Giovanni Amato, “la procedura risulta illegittima perchè esclude parte dei lavoratori in organico”. Il riferimento è ai lavoratori aeroportuali che non sono stati interessati dai licenziamenti. In più, fanno mettere a verbale, “l’azienda ha proceduto a cessioni di servizi e quindi a passaggi di lavoratori ad istituti di vigilanza di dubbia affidabilità” e ha effettuato “assunzioni di personale nel periodo in cui già lamentava lo stato di crisi, come del resto confermato dall’azienda stessa nel corso della prima riunione di esame congiunto”.

La Fisascat Cisl, rappresentata dal segretario regionale Mimma Calabrò, pur rimanendo ferma sulle proprie posizioni intende sfruttare la proposta fatta dall’Assessorato al lavoro della Regione Siciliana di istituire un tavolo tecnico sulla vertenza, al fine di trovare soluzioni alternative al licenziamento. Pertanto “chiede un rinvio dell’incontro in attesa della convocazione del tavolo”.

Per la Uiltucs invece si apre uno spiraglio. “Nel solo ed esclusivo interesse dei lavoratori – dichiara il segretario regionale Marianna Flauto ed a fronte della disponibilità resa dalla Ksm a rivedere la proposta formulata e ad accettare la richiesta della Uiltucs in ordine alla revoca delle procedure di cambio di appalto in corso, si ritiene che ci possa ancora essere uno spiraglio per trovare soluzioni e garantire l’occupazione riducendo al minimo possibile gli esuberi dichiarati”.

La sindacalista della Uil non risparmia critiche ai colleghi. “Il sindacato del No – afferma – che non vuole affrontare e governare le problematiche, che non ha il coraggio delle proposte, non soltanto esprime una visione anacronistica ma non risponde alle richieste di tutela dei lavoratori in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo. Non impegnarsi nel tentativo di trovare un’ipotesi di accordo, significa distruggere 516 famiglie senza alcuna prospettiva. Mercoledì (12 luglio, ndr) al tavolo istituzionale formuleremo la nostra proposta ultimativa che, qualora fosse accettata dalla società, verrà sottoposta alla consultazione dei lavoratori”.

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