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caronte manchette
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Palermo

resta un ultimo tentativo di salvare i posti di lavoro con una riunione martedì prossimo

Ksm, futuro sempre più buio per i 516 dipendenti: i vertici aziendali confermano l’invio delle lettere di licenziamento

4 maggio 2017

Nessuna buona notizia arriva dalla vertenza che riguarda i 516 lavoratori siciliani di Ksm in procinto di perdere il proprio posto di lavoro. Ieri i vertici dell’azienda, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, hanno confermato la loro volontà di procedere nei prossimi giorni con l’invio delle lettere di licenziamento. Non prima del tavolo di contrattazione che si terrà martedì prossimo, 9 maggio, quando le organizzazioni sindacali formuleranno la loro proposta.

C’è però poco da discutere perché la società, leader in Sicilia e tra i principali player del settore a livello nazionale, ha già deciso di lasciare quei lavori per i quali non riesce a coprire i costi del personale. Gare pubbliche e private che gli istituti di vigilanza si aggiudicano grazie a ribassi elevatissimi, del 30 o addirittura del 40%. È questa la colpa di Ksm che ha sottovalutato l’importanza della tenuta finanziaria degli appalti, pur di aggiudicarsi quante più commesse possibili. Adesso i nodi sono venuti al pettine e a farne le spese saranno i lavoratori con le loro famiglie.

Impossibile garantire il pagamento delle tariffe ministeriali che prevedono un costo medio orario di almeno 18 euro l’ora per ogni guardia quando molti appalti sono stati presi per un costo inferiore. Per questo Ksm ha già avviato le procedure per la cessione di diversi servizi. Tra questi quelli relativi alle filiali di Intesa Sampaolo, Bnl, Unicredit e quello del Tribunale di Termini Imerese. A tal proposito le organizzazioni sindacali hanno chiesto all’Ufficio provinciale del lavoro un rinvio delle procedure al 29 maggio, al fine di avere più tempo per fare chiarezza sull’esubero effettivo e di conseguenza sull’avvio della mobilità per i lavoratori licenziati.

Al momento, quindi, il licenziamento sembra una strada obbligata. “Abbiamo chiesto – spiega Filippo Fazzone della UilTucs – che ci venga comunicato il costo effettivo medio ora lavoro per le guardie in forza, nonché i dati su ferie e permessi non goduti. L’azienda ci ha detto che vanta dei crediti, ma questi non basteranno a risolvere il problema. In questi giorni con le altre forze sindacali e con i lavoratori faremo il punto della situazione in vista dell’incontro di giorno 9”.

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