“La Capanna dello Zio Covid” :ilSicilia.it

“La Capanna dello Zio Covid”

di
11 Ottobre 2020
botindari epruno

Carissimi,

Immaginate per un attimo di esservi assopiti su una bella poltrona reclinabile, nell’istante di quel breve ed iniziale sonno profondo, sintomo di estraneazione dal mondo che ci circonda, momento di massima serenità.

Immaginate a quel punto di ricevere una solenne “boffa” (schiaffo) a palmo aperto in faccia, di quelle che vi lasciano il così detto “sesto di i cincu irita” (la forma delle cinque dita) e di sobbalzare tutto d’un tratto e chiedersi: “ma che è successo, chi è stato?

Ecco, non saprei descrivere in modo migliore l’ingresso nella nostra vita del Covid-19.

Ciò che da li ad ora è avvenuto, ormai è storia, siamo rimasti agli arresti domiciliari nelle nostre case per qualche mese.

Qualcuno ha scoperto di avere una casa, altri di avere una famiglia, altri di avere un vicino di casa, altri di avere nell’animo l’organizzazione di flash mob (i primi giorni) e di cantare nei balconi, altri ancora di avere la vocazione degli atleti e di dover giornalmente fare attività sportiva all’aperto, altri hanno rimpianto di non avere un cane da portare a fare i bisogni all’aperto.

Abbiamo scoperto lo smart-working, il lavoro a distanza e in questa occasione c’è stato anche chi virtualmente, ha scoperto il lavoro. Ci sono stati vertici che hanno scoperto la responsabilità verso i propri dipendenti.

Ammettiamolo, ci siamo scoperti un “popolo” irrequieto, ma sufficientemente disciplinato attraverso la “paura”.

La parola “virologo” è entrata nel nostro linguaggio comune e questa figura è diventata familiare poiché è stata a tavola con noi, durante i pasti “comandati”, qualcuno si è pure convinto che ci fosse un problema nel proprio televisore, poiché accendendolo a qualunque orario trovava sempre le stesse facce in ogni trasmissione. Poi questi stessi virologi si sono mediaticamente moltiplicati ed hanno iniziato a litigare tra di loro con l’effetto indotto che oltre alla normale chiusura della porta di casa abbiamo messo anche il così detto “succhiero”.

eBay ed i competitor, ringraziavano nel frattempo e abbiamo assistito a scene del tipo “duello all’ultimo sangue” quando il messo di Amazon giungeva nella portineria bardato come un astronauta sul suolo lunare ed alla vostra vista vi lasciava il pacchetto per terra e scappava, senza neanche ricevere firme da parte vostra. Chi sa quanta gente ignara si sarà sentita gratificata di doni natalizi fuori periodo, chi sa quanti si saranno meravigliati vedendo il loro vicino di casa con quell’attrezzo tecnologico che voi continuavate ad aspettare da tempo.

Siamo diventati tutti cinture nere di Netflix e di Prime, abbiamo visto tutte le serie tv per non vedere i programmi in digitale dove avremmo incontrato un “virologo” a farci le solite raccomandazioni.

Abbiamo scoperto che “la gente aveva scoperto” l’esigenza di lavarsi le mani ripetutamente, e guardandoci la mano destra l’abbiamo rinnegata, dicendogli “ma a chi hai stretto la mano durante questo periodo?

E che dire di tutte le baciate scambiateci con conoscenti e sconosciuti alla prima presentazione, poi per questa ultima preoccupazione ci siamo tranquillizzati pensando a famosi personaggi grazie al cielo ancora in salute.

Abbiamo fatto bene i compiti in ogni modo, mentre gli stati esteri e confinanti non solo ci relegavano chiudendoci le frontiere ma ci iniziavano a prendere per il culo, come loro solito, in maniera sorridente alla Sarkozy, nell’esaltazione della loro mai dimostrata grandeur.

Poi a furia di cazzeggiare, loro si stanno trovando nella merda e non possiamo che guardarli per una volta dall’alto in basso, noi che abbiamo cambiato le nostre abitudini passando dal picchiare gli infermieri ad esaltarli nel loro sacrificio, a premiarli con i nostri applausi …. Basta, di “picciuli nun namu a parrari!

È venuto il momento che ci hanno aperto il portellone delle tante piccole astronavi nelle quali abbiamo vissuto e ci hanno detto, “con prudenza potete riprendere gradatamente le vostre abitudini” e li giù “bordelli”, “movida”, “imbriacature per strada la notte” feste, assembramenti e quant’altro.

Mi potrete dire: “ma sono giovani.” E io rispondo: “ma famigghi a casa questi non ne avevano?

A quel punto si è dovuto prorogare lo stato d’emergenza aggiungendo “con prudenza potete riprendere gradatamente le vostre abitudini, tranne le teste di cazzo”.

Morale, se come me, avete in questo periodo preso “la sindrome della capanna”, tornate ad uscire con le precauzioni datevi e rispettando le ordinanze, usate le mascherine come fanno da anni i Giapponesi, lavatevi non solo le mani e continuate a farlo anche dopo l’emergenza, evitate tutte quelle barocche effusioni tipiche delle nostre parti, questi contatti ad ogni costo, questo dover toccare il braccio altrui parlando, non frequentando posti oltremodo affollati e nelle ore di punta (io non lo faccio da sempre a prescindere), ma tornate a vivere le vostre abitudini con regolarità, raziocino e prudenza.

Gli esercenti seri, i titolari seri di strutture per lo spettacolo, i ristoratori seri, si sono attrezzati per ripartire con tutto il rispetto delle norme per la loro e la nostra salute e se ciò è stato fatto, non esisterà una differenza tra luoghi all’aperto e al chiuso.

Quindi in definitiva, per uscire dalla capanna e non essere prossimi fruitori di manicomi da riaprire, dovremo non frequentare posti e persone non serie e soprattutto non condividere contatti e spazi con le teste di cazzo? Avi ca !

Un abbraccio, Epruno

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