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La Cassazione dice no a sequestro 50 milioni del Palermo

15 Marzo 2019

PALERMO, 15 MARZO – La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’appello della procura di Palermo contro il mancato sequestro di 50 milioni di euro dai conti della squadra di calcio del Palermo.

La richiesta era stata inoltrata dai pm nell’ambito delle indagini sulla gestione da parte di Maurizio Zamparini del club rosanero negli ultimi anni.

Il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Anfuso aveva già ritenuto infondati i presupposti per il sequestro chiesto dai pm.

Ieri lo stesso procuratore generale aveva chiesto il rigetto dell’appello inoltrato dalla procura di Palermo.

La decisione della Suprema corte chiude la partita sulla somma che se fosse stata sequestrata avrebbe dato il colpo di grazia alla società nel suo momento di massima difficoltà alla ricerca di un compratore o di un piano di salvataggio.

Un sospiro di sollievo per il collegio difensivo del Palermo e di Maurizio Zamparini al quale nei giorni scorsi sono stati confermati gli arresti domiciliari, perché ritenuto in grado di reiterare il reato anche se non si capisce giuridicamente come sia possibile sopratutto anche alla luce di questo appello respinto e del fatto che ha ceduto la società.

Non è la prima volta che le richieste dei pm palermitani vengono respinte. In prima battuta, infatti, il gip Fabrizio Anfuso aveva limitato a 1,2 milioni la consistenza del sequestro nelle casse rosanero.

In seguito, era poi arrivato il pronunciamento del Tribunale del Riesame che aveva ordinato la restituzione delle somme.

La richiesta di sequestro preventivo partiva dalle contestazioni di riciclaggio, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte da parte di Zamparini.

Adesso arriva la parola fine ad illazioni, ricostruzioni cervellotiche e mille altre fantasie fino al fallimento della società che si sono scatenate nei social ma che non avevano trovato ovviamente spazio qua da noi che vediamo pagata la scelta garantista che per nostra forma mentis abbiamo fatto.

 

 

 

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