La 'coerenza' politica di Italia Viva: dalle strizzate d'occhio a Musumeci agli attacchi a Giusto Catania :ilSicilia.it

il partito di renzi e i suoi chiaroscuri

La ‘coerenza’ politica di Italia Viva: dalle strizzate d’occhio a Musumeci agli attacchi a Giusto Catania

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8 Settembre 2020

Votare Orlando e rispettare il mandato degli elettori è trasformismo? Forse è fin troppa coerenza“. Questa è la dichiarazione del deputato di Italia Viva Edy Tamajo in merito al nostro articolo sul comportamento politico del suo gruppo consiliare all’interno di Palazzo delle Aquile e alla mozione di sfiducia del primo cittadino presentata dai 19 consiglieri comunali disposti tra le fila dell’opposizione.

Ed è proprio il sostantivo coerenza che stride con alcuni atteggiamenti della corrente politica dell’ ex movimento Sicilia Futura all’interno di Italia Viva. Nel 2017, durante la presentazione delle liste a sostegno della candidatura di Orlando, il sindaco di Palermo ha ringraziato proprio Tamajo. Dopo qualche mese dall’elezione del professore, gli uomini di Sicilia Futura si preparavano ad affrontare le elezioni Regionali. L’ex gruppo all’Ars – che nella scorsa legislatura ha appoggiato il governo Crocetta – ha appoggiato insieme a Pd il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari per la carica digovernatore. I risultati delle elezioni regionali sono noti a tutti. Musumeci diventa il Presidente della Regione Sicilia e Sicilia Futura è riuscita ad essere rappresentata a Palazzo dei Normanni da due deputati: Nicola D’Agostino e il sopracitato Tamajo. I due, e il loro movimento, prima rompono con i democratici ed insieme agli ex deputati del PD, Luca Sammartino Giovanni Cafeo, il 13 novembre 2019 creano il gruppo parlamentare di Italia Viva a Sala d’Ercole. Parola d’ordine: “Siamo all’opposizione“. Ma proviamo a decifrare come stanno realmente le cose. Ricordando sempre la parola: “coerenza”, usata dal renziano Tamajo.

L’ex gruppo di Sicilia Futura oltre a benedire tramite il loro voto l’elezione del leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè come presidente dell’Ars, attraverso numerosi atteggiamenti politici a sala d’Ercole ha condotto la propria opposizione al governo Musumeci con diversi chiaroscuri. Gli uomini del movimento di Totò Cardinale hanno schiacciato numerose volte l’occhio all’esecutivo di centrodestra in Sicilia. Il voto sul ddl semplificazione, che ha permesso alla maggioranza di varare la legge che dà pieni poteri al presidente della Regione in caso di emergenza, è uno dei casi più eclatanti in cui proprio la parola coerenza pare stridere con il partito Sicilia-Futura Italia Viva. Da Palazzo dei Normanni attraversiamo il Cassaro e arriviamo a Palazzo delle Aquile dove le cose non sono molto diverse.

Dopo le ultime “scoppole” in consiglio comunale, dove l’opposizione ha fatto man bassa di atti e provvedimenti, e messo in luce la fragilità della coalizione di Orlando, la maggioranza del sindaco ha ripreso a parlarsi. Da mesi, però, Italia Viva e Sinistra Comune si guardano in cagnesco. Le critiche dei renziani, in particolare, sono rivolte verso l’assessore Giusto Catania. Non senza conseguenze. L’abbandono di qualche tempo fa dei lavori da parte di Italia Viva – un atto di protesta nei confronti proprio di Catania – ha fatto inviperire, il gruppo dell’assessore, che ha chiesto a Orlando “di ripensare alla composizione della giunta se questa non è rappresentativa delle forze politiche”. Il professore, però, prende le distanze. Da tutti.

E proprio in questo clima di tensione politica palermitana Edy Tamajo, garante dei renziani aveva affermato: “Abbiamo avuto e abbiamo un eccellente rapporto con il sindaco Orlando. Il problema è che c’è chi come l’assessore Catania procede in maniera unilaterale su provvedimenti che cambiano le sorti della città”.

In questo marasma generale, il 14 settembre si discuterà a Palazzo delle Aquile la mozione di sfiducia nei confronti di Orlando. A quel punto i nodi potrebbero venire al pettine. O forse no. Ma una cosa è certa: i palermitani capiranno quale politico è stato e sarà coerente con il proprio elettorato.

 

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