La danza Hawaiana come accrescimento del proprio fuoco interiore :ilSicilia.it
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DAL BLOG LIBERINOBILI

La danza Hawaiana come accrescimento del proprio fuoco interiore

di
19 Giugno 2020

Miei affezionati lettori, oggi voglio donarvi un biglietto di sola andata per le incantevoli isole delle Hawaii, trasportandovi tutti dall’altra parte dell’oceano con la forza delle mie parole che vorrei sentiste morbide e ondulanti, come la danza millenaria che impreziosisce le loro spiagge: la danza HULA. Vorrei aveste la sensazione di sollievo che si ha dopo aver fatto un bellissimo sogno! Per far sì che accada chiudete gli occhi e respirate l’energia di questa visione: immaginate delle ghirlande di fiori che adornano lunghi capelli e colli da cigni, i corpi armoniosi di danzatrici coperte di gonne di paglia e top intrecciati con erba fresca mentre si muovono delicatamente nell’aura al ritmo del suono dolce ed esotico dell’ukulele. Il loro sorriso è caldo e contagioso come il sole di mezzogiorno compensato dalla freschezza dell’acqua cristallina che sgorga da una cascata di montagna. Non sembra stiate osservando delle ballerine ma le onde del mare impetuoso e sensuale, un serpente mentre muove il bacino sinuosamente, un albero mentre risponde elegantemente al soffio del vento, le ali di uccelli che si librano nell’aria, una donna comodamente seduta su una poltrona, con le braccia appoggiate alla spalliera che, nel frattempo, vi sussurra i segreti dell’Universo e della bellezza, vi confessa quanto vuole essere posseduta con passione ma solo ad alcuni concede di ammirarla, vi spiega quanto sia importante rendere bella la vita e pensare in modo positivo.

Scomponendo la parola, la sillaba “Hu” significa “accrescimento” e “La” = “fuoco interiore”. Il fuoco interiore viene alimentato e accresciuto dalla danza che è guarigione a tutti i livelli. Si tratta di uno strumento di riarmonizzazione che desta la voglia di vivere (Giovanna Garbuio) attraverso la manifestazione dell’energia di cui siamo costituiti e che assorbiamo dall’Universo e da tutti gli elementi (terra, fuoco, vento e acqua).

Parlare il linguaggio della natura, saperlo ascoltare e sentirlo dentro dovrebbe essere un desiderio comune, perché risveglierebbe un’antica e innata saggezza. Il risultato sarebbe che la storia che racconteremmo di noi con le braccia sarebbe amabile e vitaminica come i rami fluttuanti degli alberi e terremmo il ritmo come il vivace e instancabile gorgoglio del ruscello che disseta e irrora di energia i fortunati che vogliono apprendere questo modo di narrarsi. Smetteremmo così di piangerci addosso per le esperienze vissute e con il movimento delle mani e del corpo parleremmo solo di pace, bellezza, armonia, semplicità, equilibrio, autocontrollo e amore.

Le parti del corpo coinvolte sono: braccia, mani, gambe, occhi, piedi e fianchi. Con le mani si descrive la storia, gli occhi la esprimono, i movimenti dei piedi e le ondulazioni delle anche parlano di ritmo e potenza (ibid.) e mai storia è più piacevole da ascoltare di quella che non infonde dolore, tristezza e malinconia. Si favella che, nonostante tante peripezie, la vita è fatta di splendidi tramonti, spiagge deserte e selvagge, colorati arcobaleni, lussureggianti isole, come la nostra amata Sicilia!

È quello che dovremmo fare un po’ tutti: imparare l’arte di tacere e di parlare rimanendo in silenzio. Ogni passo, ogni parola, ogni nota contribuisce a rendere estremamente chiara la perfetta connessione fra corpo e universo. È molto più di una danza: è uno stile di vita (ibid.), è l’arte di vivere felici e bene, è la celebrazione solenne della bellezza e femminilità. Il protocollo da seguire da oggi per tutti voi che mi leggete deve essere questo. E se avete un dolore lasciate che le onde del mare lo trasformino in un ricordo sempre più sfumato, un puntino dell’orizzonte mentre il sole sorge maestosamente e i rami con un fruscio vi offrono fiori da usare come decorazione e abbellimento dei vostri “tempi sacri” e cibo sano per nutrire la vostra potenza psicofisica e non per fomentare dipendenza, abuso e violenza.

Lo scopo di praticare danza è anche quello di divertirsi ovvero di riempire il cuore di gioia. Come molti sapete, le mie competenze cliniche si aprono a ventaglio, toccando diversi ambiti di applicazione e ognuno di essi richiede disciplina, costanza, perseveranza, agape, passione, concentrazione, studio e, particolarmente come psicologa clinica, sono soggetta a notevole stress. Assorbo per diverse ore al giorno la tossicità dei pazienti, tento, con la mia spinta vitale, di sostenerli adeguatamente affinché non cedano, mi scervello per aprire le loro menti, risolvere il caso, trovare il modo per liberarli dalle loro catene, dalle loro convinzioni errate, scegliere la parola chiave che li motivi a seguire una determinata prassi terapeutica. Per tal ragione ho bisogno dei miei rimedi naturali e considero la danza uno degli antidoti più efficaci per neutralizzare il dispiacere, i cattivi pensieri, per compensare la nocività del mio lavoro e dispensare benessere.

Ringrazio la mia maestra e compagna di danza Emanuela Monti per essere stata la mia musa.

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