21 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.47

La femminilità è un connubio fra fiducia in se stesse, bon ton e buongusto

23 Giugno 2018

Ma è anche il risultato di processi neuropsichici complessi

Cosa significa il fatto che una donna si cura molto, si veste in maniera provocante, ecc.? Secondo il senso comune: “se la donna si veste in un certo modo, comunica disponibilità”. È veramente così, scientificamente? Spero di allumarvi alla ragione, tutti. Si tratta di una questione che riguarda squisitamente l’atteggiamento, la sicurezza di sé e lo stile personale.

Per mettere in risalto le curve e le forme del proprio corpo, occorrerebbe avvalersi di abiti adatti alla propria figura oltre chedi una dose di buon gusto e bon ton.

La fiducia in se stessi, il valore che ci si attribuisce e i propri atteggiamenti influiscono su come gli altri si rapportano a noi e sull’opinione che si fanno di noi. Una donna che sente e ragiona in maniera selettiva, non verrà considerata raggiungibile o leggera, ma interessante e attraente. Una donna che si dà uno scarso valore avrà atteggiamenti e buon gusto discutibili o meno e attrarrà un certo tipo di persone.

Indossare abiti succinti, pantaloncini, a seconda del luogo, del contesto e dell’occasione nonsignifica autorizzare al corteggiamento o alle avances. Dipende tutto da come ci atteggiamo nell’indossare determinati indumenti.

C’è da considerare anche la componente animale, l’istinto primordiale. Nel suo dispiegamento entrano in gioco fattori legati alla fisiologia, alla neuroscienze e a complessi fattori antropologici, culturali ed etnopsicoanalitici.

Osserviamo gli animali, i quali, con la loro semplicità, mostrano cosa accade in natura. Penso al pavone che apre a ventaglio le sue meravigliose e rutilanti piume per attrarre l’attenzione delle femmine della stessa razza. Penso al gatto o ad altre specie animali che comunicano la loro disponibilità all’accoppiamento leccandosi il pelo. Penso a quelle specie animali che si esibiscono in danze spettacolari, come il cavalluccio marino, “magico”, quindi, non solo nell’aspetto o nella fantasia collettiva. Veri e propri rituali atti a se-durre. Il senso comune, per quanto riduttivo e falsato dalla percezione ed esperienza personale, nasconde una verità: chi si cura lo fa anche per ragioni fisiologiche legate a una sessualità attiva. Tali comportamenti e tendenze sono indotte certamente dagli steroidi e ormoni sessuali che sono particolarmente in fermento in determinate fasi (adolescenza, primo periodo di frequentazione con un partner) e quando c’è il giusto connubio fra odori, sapori e gusti. Cosa attiva, insomma, la secrezione delle sostanze eccitanti del sistema nervoso? La chimica, da un lato, la psicologia personale, dall’altro. Una persona che funziona a livello cognitivo, affettivo e relazionale ha più chance di vivere al meglio la propria sessualità. Ed è anche vero che l’energia sessuale migliora le prestazioni in più dimensioni. La femminilità e la bellezza rendono armoniosa l’esistenza, allietano gli occhi e fanno sospirare le menti.

Come ho scritto in Ziza (2008), occorre rivalutare i concetti di femminilità e maschilismo e di rielaborarli, tentando il giusto compromesso fra intenzioni, idee e cultura.

La femminilità è uno stato dell’animo che ha il potere di annientare la noia. Una ventata di fiori, un effluvio di colori su di una distesa di terra, un angolo di paradiso in mezzo a un’area urbana, una donna di ornamenti vari abbellita, sono tutti fattori e portatori di benessere e di felicità. Come fanno le modelle o le attrici a camminare per strada senza essere disturbate? Da noi si dice “Se la tirano” che, in altre parole, vuol dire o dovrebbe voler dire: “Io mi sono data un valore e sotto quello non vado, vuoi la mia considerazione? Solo se rientri nei miei canoni e se ti sai comportare”. La formula è proprio questa: si comunica agli altri e si ottiene da loro esattamente quello che si pensa di poter avere. Se vado a fare sport con i pantaloncini, non sono ectopica, non sto necessariamente trasmettendo la mia disponibilità alle conoscenze o ai rapporti sessuali. È l’atteggiamento che fa la differenza. Si può avere classe e incutere timore anche con un abbigliamento sportivo o sexy.

A seconda di come percepiamo e interpretiamo noi stessi e il mondo esterno, cambia la struttura dell’esperienza soggettiva e collettiva. Ogni comportamento o atteggiamento è il risultato di processi neuropsichici espressi attraverso il linguaggio verbale e non verbale.Siamo in grado di influire sulle persone, determinando la loro interpretazione su come siamo vestiti o su come vogliamo essere trattati.Se si vuole cambiare la propria mappa interna in modo da trovare nel mondo il posto giusto per se stessi, si devono comunicare armonia, sicurezza di sé, successi ottenuti, benessere psicofisico (da Richard Bandler, John Grinder).

Abbiate quei pregi che servono per fare apparire come pregi anche i difetti (Da Giovanni Verga).

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