La Geologia della Divina Commedia: a Palazzo Butera apre il "Madonieat and Book" :ilSicilia.it
Palermo

La presentazione, Sabato 6 aprile

La Geologia della Divina Commedia: a Palazzo Butera apre il “Madonieat and Book”

di
4 Aprile 2019

Sabato 6 aprile, alle 17, presso il Bistro delle Madonie a Palazzo Butera, nell’antico e affascinante quartiere della Kalsa, “al halisah”, l’eletta, la pura, che era la cittadella fortificata dove dimoravano l’emiro e i suoi ministri, proprio a due passi dal Foro Italico, si apre la rassegnaMadonieat and Book con Roberto Franco e la sua “Geologia nella Divina Commedia”.

La presentazione come sempre sarà accompagnata dal gustoso e ormai celebre “Aperitivo Madonita” preparato dallo Chef Salvo Andreozzi.

Il libro del geologo umanista Roberto Franco, pubblicato dalla Vertigo Edizioni, è l’opera più premiata in Italia nel 2018 e, infatti, ha fatto incetta di premi: il 2° posto nel Concorso Internazionale “Città di Castrovillari”, il 3° posto nel “Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”, il 3° premio, sezione saggio edito, nel Premio Internazionale “Il Convivio 2018” e miglior saggio storico-scientifico di rilevanza umanistico-letteraria nella 20° edizione del Concorso artistico-letterario internazionale “Ars Millennium”.

Ma cosa colpisce dell’opera di Roberto Franco? La lettura insolita della Divina Commedia che pone all’attenzione del lettore l’aspetto geologico in una ricostruzione articolata e documentatissima che è resa piacevole e accattivante dalla scrittura piana e discorsiva dell’autore che rivaluta un mondo, quello medievale, considerato erroneamente di “oscurantismo e di barbarie”. Infatti, passando dalla “filosofia dei Grandi alla teologia dei Santi”, Roberto Franco ci mostra il Medioevo come secolo di intense luci, di grande fermento intellettuale, crogiolo della civiltà moderna.

La “Geologia della Divina Commedia” è una sorta di “finestra”, attraverso cui le “discipline dure”, geologia e geomorfologia, hanno la possibilità di guardarsi, interfacciarsi, con le scienze umane e artistiche, che mostra infiniti “ingressi di paesaggi” perché l’opera di Dante è lo ieri, l’oggi e il domani, sospesa nel tempo e, allo stesso tempo, immanente in esso. Sabato vi ritroverete a “scalare montagne e attraversare pianure; passare fiumi e torrenti; accarezzare cascatelle di pietre preziose; ascoltare il brontolio cupo dei terremoti“. Farete un viaggio intenso e stupefacente.

Diceva Novalis: “Tutto è magia, o niente”, sabato lo sarà il tutto.

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