La Lega: "Il sovrintendente dell'Orchestra sinfonica si dimetta" | ilSicilia.it :ilSicilia.it

Antonino Marcellino nell'occhio del ciclone

La Lega: “Il sovrintendente dell’Orchestra sinfonica si dimetta”

di
16 Ottobre 2019

“Apprendiamo – dichiara Antonio Triolo, Commissario Provinciale della Lega a Palermo – che il Sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana appena nominato, il Prof. Antonino Marcellino, ha presentato domanda per andare a ricoprire il medesimo ruolo presso il Teatro Lirico di Cagliari. Questa è una notizia che lascia sgomenti perché sembra proprio che, da parte di un Sovrintendente nominato da appena 3 mesi, si stia provando ad usare la FOSS come trampolino, una riga pesante sul curriculum, per ottenere nuovi incarichi. L’Ente, gli orchestrali, il personale tutto, Palermo e la Sicilia non meritano questo trattamento “

“Quella della FOSS è una gestione con pesanti ombre che gravano sul suo passato recente e meno recente. Oggi, con questa nuova puntata della vicenda, sorge il dubbio che se già qualcuno tenta di utilizzarla come oggetto di contesa, politicamente altri sembrano averla scambiata per una lussuosa e ben retribuita collocazione temporanea. Il Comune di Palermo – dichiara Igor Gelarda, Capogruppo della Lega al Consiglio Comunale di Palermo – ha un componente nel C.d.A., il Prof. Giulio Pirrotta, e mi sembra giunto il momento che venga a relazionare il Consiglio su questa ed altre vicende dai contorni poco chiari. Presenterò una richiesta in tal senso ed un’interrogazione al Sindaco perché credo che non possa non evidenziarsi anche una responsabilità sua e della sua amministrazione all’interno delle difficoltà in cui versa quella che dovrebbe essere una delle più importanti istituzioni culturali della Città e della Sicilia tutta.”

Pertanto concludono Triolo e Gelarda : “Il Sovrintendente, nel rispetto alle sue aspirazioni, sia coerente: scelga se ritirare immediatamente la sua partecipazione al bando del Teatro sardo o se dimettersi immediatamente dalla FOSS. Qualora non lo facesse crediamo che il C.d.A. dovrebbe dare un segnale inequivocabile, revocandone l’incarico.”

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