19 luglio 2018 - Ultimo aggiornamento alle 15.33

Nervi tesi tra Regione e Comune di Palermo

La nuova guerra fredda fra Orlando e Musumeci e i duelli paralleli di burocrazie poco diplomatiche

16 aprile 2018

Qualcuno – di rancorosi e odiatori del possibile non ne mancano mai – anche dalle nostre parti, gufava di brutto, carico di invidia e sorpreso dal recente feeling mostrato tra Nello Musumeci  e Leoluca Orlando nei giorni scorsi ha esultato facendo la ola.

I rapporti, fino a qualche settimana cordiali e brillanti, tra il presidente della Regione e il  sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, hanno ricevuto un significativo colpo nei giorni scorsi. Orlando, dopo avere convocato di sabato mattina una conferenza stampa per precisare, a suo avviso, fatti e criticità, ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura dopo i danneggiamenti subiti all’impianto di trattamento meccanico biologico di Bellolampo. Il sindaco di Palermo non ha perso l’occasione per : “esprimere chiaramente il disappunto”,  e intanto ha indirizzato tre lettere alla Corte dei conti, alla Procura di Palermo, all’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon.

Ma qual è l’oggetto del contendere? Quale il vero dissenso? In brutale sintesi un proverbiale gioco delle parti, con variante annessa di ‘scaricabarile’ tra le due amministrazioni. A metterci il ‘carico’, il dirigente generale Salvo Cocina della direzione regionale di viale Campania a Palermo, che, come in occasione della crisi idrica, poi svanita quasi quanto l’acqua nelle dighe, per cui Orlando chiedeva e non otteneva aiuti e risorse finanziarie da Roma, ha messo in discussione, facendo notare più di un’obiezione tecnica sull’operato e  le scelte dell’amministrazione comunale.

Le due burocrazie, regionale e comunale di Palermo, non si amano. Inutile negarlo. Una storia di rapporti difficili, messi a volte anche nero su bianco, come nel caso del disappunto della Regione, manifestato nel corso degli anni scorsi sull’utilizzo della condotta di Scillato

Ma l’entrata a gamba tesa di Orlando ha richiesto una (svogliata) replica del governatore siciliano, che ha pure dovuto vestire i panni della sorpresa istituzionale: “Le dichiarazioni del sindaco di Palermo appaiono inspiegabili nei toni e nei contenuti. La recente condotta della Rap è oggetto di una attenta valutazione da parte degli uffici della Regione, senza alcun pregiudizio. Le strutture regionali sono state collaborative e continueranno a esserlo. L’unico nostro interesse è far rispettare il cronoprogramma concordato e riuscire ad assicurare, finalmente, ai cittadini un servizio efficiente e adeguato”

Musumeci del resto non vuole entrare più di tanto nelle guerre del passato e punta più a scongiurare quelle del presente, ma quando Orlando prova a togliere il tempo a interlocutori e avversari, non è mai per caso.

Attendiamo pertanto nuovi capitoli  senza escludere nuovi fatti. Anche in tempi brevi.

 

 

 

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di Renzo Botindari

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