La Pasta Ncasciata del "Commissario Montalbano": mangiarla non è "reato" | LA RICETTA :ilSicilia.it

Dalla tradizione alla televisione

La Pasta ‘Ncasciata del “Commissario Montalbano”: mangiarla non è “reato” | LA RICETTA

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13 Marzo 2020

E’ ripartito “Il Commissario Montalbano” con “Salvo amato, Livia mia“, tratto dall’omonimo racconto e da “Il vecchio ladro“, che ha campeggiato sugli schermi cinematografici, dal 24 al 26 febbraio, ed è andato in onda il 9 marzo,  mentre  l’ultimo, “La rete di protezione“, lo vedremo il 16 di questo mese. Gli ultimi episodi sono stati ancora più carichi di pathos per la scomparsa, il 17 luglio 2019, dell’indimenticabile Andrea Camilleri, padre della serie, tratta dai suoi bellissimi romanzi e vere e proprie sinfonie sicule, e per quella, più recente, di Alberto Sironi che, scoperto di essere malato, ha passato il testimone della regia a Luca Zingaretti, che ha dovuto ricoprire ben due ruoli e l’ultimo, sicuramente, con grande dolore e responsabilità.

Pasta 'Ncasciata Montalbano

Tornando al Commissario più amato d’Italia, a pensarci bene, osservandone i movimenti, a volte, si è trasportati nel mondo dell’Opera dei Pupi, non soltanto in “Angelica“, l’episodio in cui, sospettando il tradimento della sua Livia, diventa “furioso” come l’Orlando di ariostesca memoria, ma anche nell’ultima andata in onda. Montalbano, con i fidati Fazio, Mimì Augello, Catarella, continua a stregare, incollare dinanzi al televisore milioni di italiani e a crescere nei numeri, nonostante la sua prima puntata sia del 6 maggio 1999.

Salvo, d’altronde, è ormai un’icona erotica per le donne sicule, e non solo, che alla sua vista non direbbero mai come la magnifica Monica Vitti, ne “La Ragazza con la pistola”, capolavoro di Mario Monicelli: “Di mammo sono” oppure “Una motta stai baciando“, ma, probabilmente, farebbero il primo passo, invitandolo, magari, a mangiare una bella pasta ‘ncasciata, perché il Commissario non resiste ai piaceri della tavola e, poi, serio è, ma indifferente al fascino femminile sicuramente no.

Ricordatevi, però, ve lo dice una Montalbanologa, che quando Montalbano è a tavola pretende silenzio assoluto, quasi a non voler essere disturbato nel suo rapporto a “due” con il divino e terreno cibo siculo e se, interrotto da telefonate, essendo di lavoro subite, o chiacchierate, essendo non richieste non digerite, potreste assistere alla sua trasformazione da uomo “irenico” a “polemico”, con occhiate poco rassicuranti da “si Salvo chi può“. Differente, invece, è nell’episodio “La giostra degli scambi”, del 2018,  in cui, trovandosi davanti a una teglia di pasta n’casciata nella sua casa di Marinella, affacciata sul mare di Punta Secca, in provincia di Ragusa, con i  fidati colleghi e amici Mimì Augello e Giuseppe Fazio, la gusta con piacere, dopo il dovere, grazie ad Adelina, cuoca sopraffina. Adesso, però, è arrivato il tempo di cucinare e sederci a tavola, ahimè, solo metaforicamente con Salvuccio nostro.

Pasta ‘Ncasciata
la Pasta ‘Ncasciata, condita con ragù di carne, melanzane fritte tagliate a tocchetti, pezzetti di salame o mortadella, uova sode a spicchi, caciocavallo a cubetti, ricoperta di pecorino grattugiato, rigorosamente infornata con una bella spolverata di mollica grattugiata sopra, è un piatto per cui anche gli dèi scenderebbero volentieri dall’Olimpo. Anche se di solito la si distingue tra ‘ncasciata, che significa “in cascia“, incassata come in questo caso, e ncaciata, abbondantemente cosparsa di formaggio, noi la definiamo una ‘ncasciata ncaciata, una pasta al forno sui generis, in un solo strato, ricca di formaggio, di tanti ingredienti da acquolina in bocca.

Ingredienti:

  • 600 g di maccheroncini o sedani rigati
  • 200 g di caciocavallo fresco
  • 200 g di carne tritata
  • 50 g di mortadella o salame
  • 2 uova sode
  • 4 melanzane
  • 200 g di pecorino grattugiato
  • salsa di pomodoro
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • basilico
  • olio, sale e pepe

Procedimento:
1.Tagliate le melanzane a fette e friggetele.

2. In un tegame, con olio abbondante, mettete il tritato e sfumatelo col vino; completate la cottura aggiungendo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.

3. Lessate la pasta, scolatela al dente e conditela in una zuppiera con la salsa di pomodoro.

4. Ungete una teglia, spolverizzatela di pangrattato e versatevi i maccheroncini alternandoli a strati di carne tritata, melanzane fritte, formaggio grattugiato, basilico, uova sode, caciocavallo fresco e salame o mortadella tagliati a fette.

5. Ultimate la vostra ‘ncasciata con uno strato di pasta con melanzane, salsa e molto pecorino.

6. Mettete in forno caldo per circa 20 minuti, sarà pronta quando il formaggio, sciogliendosi, avrà creato una leggera crosta dorata.

Luca Zingaretti, ultimamente, con la moglie, la bellissima Luisa Ranieri, è diventato testimonial della “Pasta Garofalo”, per la regia di Matteo Rovere. D’altronde chi meglio di lui poteva indurre in tentazione culinaria?

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