La Radiologia per una medicina del presente e del futuro :ilSicilia.it

La Radiologia per una medicina del presente e del futuro

di
23 Luglio 2018

Il progresso della medicina passa per numerose scoperte che hanno rappresentato dei cambiamenti epocali nella conoscenza degli aspetti biologici e tecnologici applicati alla salute. Basti pensare alla scoperta della struttura del DNA nel 1953, dopo 84 anni dalla sua prima scoperta, da parte di James Watson e Francis Crick: un biologo statunitense di 23 anni e un fisico britannico di 35 che lavorano insieme nell’Università di Cambridge.

Non meno importante la scoperta nel 1922 della penicillina da parte di Alexander Fleming che ebbe il merito di soffrire di una sana curiosità e spirito di osservazione approfittando di una contaminazione fortuita di una piastra su cui crescevano batteri da parte di un fungo, il Penicillium notatum produttore della sostanza che sarebbe diventata un farmaco salva vite.

Ma quale ruolo ha la Radiologia e quindi le tecniche dell’imaging (termine che definisce tutte le tecniche diagnostiche basate sulle immagini) nella medicina moderna?

professore-massimo-midiriMassimo Midiri, ordinario di Radiologia dell’Università di Palermo e direttore del dipartimento di Scienze Radiologiche (AOUP Palermo) risponde: “La radiologia ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina moderna. Lo testimoniano i numerosi premi Nobel conseguiti in questo settore e la percezione che ciascuno di noi ha della rilevanza sociale delle indagini radiologiche rispetto all’idea complessiva di salute. Dal momento che le scienze mediche continuano ad evolversi grazie alla tecnologia e che la radiologia riveste in questo progresso un ruolo centrale, i radiologi hanno l’opportunità di diventare parte integrante della medicina di precisione del futuro e concorrere a sviluppare un modello sanitario più efficiente, basato sulla qualità della diagnosi”.

E’ ovvio che col progredire della tecnologia i campi di applicazione stanno aumentando, “il campo della diagnostica per immagini spazia dalle applicazioni non invasive in ambito oncologico e cardiovascolare con finalità di diagnosi precoce e screening mediante Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica, fino a superare i confini della morfologia. Da un lato si sviluppano i dati quantitativi con i modelli matematici della radiomica e si analizzano gli spettri delle molecole biologiche, dall’altro si definiscono gli aspetti funzionali dei processi patologici” precisa ancora il professore Midiri e aggiunge “L’oncologia, ad esempio, potrà giovarsi di un imaging computazionale di precisione in grado di studiare in vivo i biomarcatori anche predittivi delle neoplasie, nonché svolgere un ruolo cruciale nella selezione del trattamento, nella valutazione della risposta e nel follow-up. L’imaging mirato ha il potenziale per determinare la dose biologicamente rilevante e selezionare il trattamento giusto sin dall’inizio, evitando dosi tossiche e relativi costi. D’altra parte, anche la radiologia interventistica può essere fondamentale per un’assistenza sanitaria incentrata sul paziente, riducendo al minimo i tempi di invasività e di recupero”.

E’ certo che il radiologo del futuro dovrà confrontarsi con le tematiche dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale ma non dobbiamo dimenticare il ruolo della clinica e del clinico. Probabilmente dobbiamo ritornare ad un utilizzo ragionato delle tecniche di imaging a partire dal più corretto ragionamento clinico. Bisogna partire dalla persona, dai sintomi e dai segni per far fruttare al meglio i progressi della medicina in campo radiologico e lo specialista necessita delle indicazioni del clinico per poter focalizzare meglio su ciò che si cerca e dare il meglio di ciò che offre la tecnologia in questo settore.

dottore-domenico-messanaAnche il recente caso della donna affetta da aneurisma dissecante dell’aorta con segni non tipici parte dalla clinica ma si serve delle tecniche di imaging per fare una diagnosi e quindi decidere il miglior percorso. Domenico Messana, direttore della Radiologia dell’ospedale Civico di Palermo ci ricorda che “certamente il ruolo del clinico è indispensabile per una richiesta appropriata di esami radiologici; assistiamo troppo spesso ad un eccesso di richieste a volte figlie di una medicina difensiva. Dobbiamo pensare che le indagini come la TAC sono utilissime ma il rischio legato all’esposizione alle radiazioni deve essere controbilanciato dall’appropriatezza della richiesta che rende indispensabile l’esame stesso”, e ancora ricorda “il caso che ha permesso di diagnosticare una condizione gravissima con una presentazione sintomatologica non tipica di qualche settimana fa, grazie all’equipe della Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’Ospedale Civico, è un esempio in cui la piena collaborazione tra clinici e radiologi ha permesso una diagnosi complessa di aneurisma dissecante dell’aorta toracica e addominale con presentazione atipica in tempi ottimali”.

Il dottore Messana sottolinea l’importanza dell’appropriatezza diagnostica per non sprecare risorse, non intasare servizi e sottoporre i pazienti a dosi di radiazioni giustificate dal giusto bisogno diagnostico e il caso clinico ricordato ha visto nella collaborazione tra neurologi (i sintomi d’esordio erano neurologici), internisti, radiologi e chirurghi vascolari il fattore vincente; come non ricordare la piena disponibilità della direzione sanitaria del Policlinico di Palermo e la grande professionalità del cardiochirurgo Vincenzo Argano  e della sua equipe che hanno permesso il raggiungimento pieno dell’obiettivo che per tutti noi medici è dare la giusta risposta al bisogno di salute della persona.

I temi sono tutti molto importanti e la radiologia rappresenta una branca specialistica in grande evoluzione in cui le nuove tecnologie ci riserveranno importanti sorprese per garantire una medicina sempre più vicina al bisogno di salute del singolo paziente.

Il professore Midiri ci regala una conclusione da maestrola radiologia non può farcela da sola: occorre, infatti, una competente collaborazione con gli altri colleghi specialisti al fine di indirizzare il paziente all’indagine diagnostica più appropriata, evitando gli sprechi e accelerando il management dei pazienti. Le nuove generazioni di radiologi dovranno confrontarsi con questa condizione per governare i flussi di lavoro e decongestionare le aree di emergenza da inutili e pericolose sovrapposizioni diagnostiche”.

Queste parole devono far riflettere clinici, radiologi e soprattutto i decisori che sono i veri responsabili del destino delle organizzazioni e della sopravvivenza del nostro sistema sanitario!

Se vuoi rimanere aggiornato su ricerca, prevenzione, bandi e concorsi e tanto altro vai su sanitainsicilia.it

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.