La Regione stanzia 15 milioni per le aziende agricole. Scilla: "Un segnale di speranza" | VIDEO :ilSicilia.it

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La Regione stanzia 15 milioni per le aziende agricole. Scilla: “Un segnale di speranza” | VIDEO

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27 Aprile 2021

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A Palazzo d’Orléans , l‘assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Toni Scilla, e il dirigente del dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta, hanno presentato alla stampa l‘Avviso pubblico che prevede l’erogazione di una dotazione finanziaria da 15 milioni di euro a fondo perduto, destinati alle aziende agricole siciliane.

Beneficiari degli aiuti economici, che andranno da un minimo di 1000 euro ad un massimo di 15 mila euro per ciascun interessato, saranno le imprese del comparto agricolo che nel periodo tra il 12 marzo e il 4 maggio del 2020 abbiano subito perdite di fatturato superiori al 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un contributo, quindi, per compensare i danni cagionati dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus, nel periodo del lockdown considerato.

L’avviso pubblico è rivolto, nello specifico, al settore del florovivaismo che produce circa 400 milioni di euro all’anno, particolarmente vessato dalla crisi sanitaria, se si pensa alle chiusure di negozi e mercati, alla sospensione delle cerimonie civili e religiose ed alla riduzione delle occasioni di socialità e convivialità.

Una misura che tiene conto delle specificità settoriali e delle eccellenze territoriali, con l’obiettivo di rilanciare tutte le attività del comparto regionale.

Bando partirà domani e al quale il governo regionale dà rilevanza sotto l’aspetto di vicinanza al comparto agricolo tra i più importanti dello sviluppo economico del territorio. Questa misura dimostra agli imprenditori agricoli la vicinanza del governo Musumeci, imprenditori che si occupano di produzione primaria in agricoltura, zootecnia, imprese floricole, non è rivolto alle strutture di commercializzazione”, ha spiegato l’assessore Scilla.

E’ una attestazione di rilancio e di speranza,  che va a ristorare rispetto alla misurazione del reddito, del fatturato relativo al periodo del lockdown. Siamo convinti che si tratti di una misura che serve a questo importante mondo produttivo, un futuro migliore per la Sicilia e per i siciliani. Si tratta di un contributo a fondo perduto – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci– e abbiamo diminuito un pò il premio per consentire a tutti di partecipare. E’ un bando veloce, snello, non è previsto presentare il Durc perché significherebbe prenderli in giro, e non vogliamo far perdere tempo”.

E’ un bando veloce ed intelligente”, ha detto l’assessore Scilla, considerato che le domande potranno essere presentate dal 5 maggio 2021 al 7 luglio 2021, e non sono previste proroghe.

L’Ars ha votato questa copertura finanziaria prevista nella legge di stabilità 2020-2022. E’ possibile recuperare ulteriori 5 milioni di euro anche per la floricoltura, anch’essa attività primaria. Pronti per far partire la zootecnia,  l’igiene e benessere animale. L’avviso rientra nella norma della finanziaria regionale approvata l’anno scorso. Inoltre, Stiamo cercando di recuperare ulteriori 5 milioni di euro per le aziende florovivaistiche passando così ad una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro. Il governo Musumeci vuole sostenere il rilancio produttivo di un settore fondamentale per la Sicilia”.

L’assessore Scilla ha sottolineato, durante la conferenza stampa, che la Regione Siciliana rischia di perdere 140 milioni di euro, fondi che sarebbero sottratti al settore agricolo. Per questa ragione, l’esponente del governo Musumeci, domani volerà a Roma per ribadire il “no” all’ipotesi di modifica dei criteri di riparto dei fondi Psr per le annualità 2021 e 2022, sostenuta, invece, dalla gran parte delle Regioni, ad eccezione della Sicilia e di altre cinque Regioni.

“Non si possono cambiare le regole mentre la partita è in gioco – dice Scilla – Domani lo dirò in Conferenza in rappresentanza del governatore Musumeci, poi incontrerò il sottosegretario Battistoni”.

Se non ci sarà l’accordo in Conferenza Stato-Regioni, la palla passerà al Consiglio dei Ministri che avrà trenta giorni di tempo per decidere. “Vedremo che succederà, se si vogliono applicare nuovi criteri lo si faccia dal 2023 e non in questo momento, anche perché cambiando ora le regole si va a incidere sulle quote di cofinanziamento determinando problemi seri”, conclude l’assessore.

Vincolati a questa trattativa ci sono due bandi ai quali la Regione ha già lavorato: 30 milioni per l’igiene e il benessere degli animali e 50 milioni per il concetto di filiera.

Quindici milioni di euro a fondo perduto per le aziende agricole di produzione primaria che dimostreranno con perizia asseverata di avere perso oltre il 60% di fatturato nel primo lockdown 2020, dal 12 marzo al 4 maggio” ha detto Cartabellotta.

Gli interventi coprono le perdite di reddito del periodo 12 marzo- 4 maggio. La norma è riferita a questo periodo e a quelle aziende che hanno abbassato la saracinesca. Il covid ha azzerato feste, comunioni, battesimi, matrimoni, danni indotti dal covid, colpiti anche il settore florovivaismo, il comparto dei formaggi storici e tipici del territorio. L’impresa dovrà dimostrare questa perdita di reddito. Il bando è davvero semplice, un modo per snellire la burocrazia e far  correre la pubblica amministrazione”, ha aggiunto Cartabellotta.

Passando alle precisazioni tecniche e giuridiche, le condizioni per l’ammissione al bando sono le seguenti: l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura (CCIAA), fatte salve le condizioni di esenzione dall’obbligo di iscrizione in base alla normativa vigente; fascicolo aziendale aggiornato e validato; risultare attiva alla data della presentazione delle domande; perdite di fatturato superiori al 60%.

Ulteriore documentazione da allegare alla domanda di partecipazione all’avviso pubblico riguarda la dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000 del consulente fiscale, attestante la perdita di fatturato oltre il 60% nel periodo del lockdown dal 12 marzo al 4 maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; senza dimenticare il documento di identità.

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