La "Sea watch" entra in acque italiane, Salvini: "Schiero la forza pubblica" :ilSicilia.it

La nave ong verso Lampedusa

La “Sea watch” entra in acque italiane, Salvini: “Schiero la forza pubblica”

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26 Giugno 2019

“Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità”, la Sea Watch lo ha annunciato in un tweet, come risposta al ricorso, negato, che ieri ha dato ragione al governo italiano. I tracciati radar marittimi mostrano che la nave è entrata in acque italiane e a breve dovrebbe arrivare a Lampedusa, distante solo poche miglia.

Motovedette della Guardia di finanza hanno lasciato il porto di Lampedusa e hanno intimato l’alt alla Sea Watch a circa 12 miglia dalla costa. L’imbarcazione dell’Ong non si è fermata e sta continuando a navigare.

La forzatura ha suscitato l’immediata reazione del governo italiano per bocca del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

“L’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. L’Europa? Assente, come sempre. Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno, non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi sfruttando decine di disgraziati e fregandosene delle leggi di uno Stato. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo”.

“Chi se ne frega delle regole ne risponde, lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch che fa politica sulla pelle degli immigrati pagata non si sa da chi”.

“Se qualcuno pensa che le leggi sono barzellette pagherà fino in fondo”, ha aggiunto. “Il comandante ha deciso di entrare a Lampedusa? Sappia che l’autorizzazione allo sbarco non c’è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra. Se in Europa esiste qualcuno ora li dimostri, se c’è governo ad Amsterdam con un po’ di dignità lo dimostri”, ha aggiunto il ministro.

“Chiamerò il premier Conte ed il ministro Moavero. Non esiste che Paesi europei se ne fottono di quello che fanno navi battenti bandiera del loro Paese. E’ un comportamento indegno. L’Unione europea è assente, non esiste, mi sono rotto le palle. C’e’ un limite alla sopportazione, i confini di un Paese sono sacri, le leggi si rispettano”. 
“Useremo ogni mezzo legale – ha assicurato il ministro – per fermare questa situazione. I migranti vadano un po’ ad Amsterdam, un po’ a Berlino e quel che avanza a Bruxelles. Non si capisce perché debba rispondere l’Italia ed i cittadini italiani e questo vale anche per qualche vescovo che dice ‘ci penso io’. Basta. Occupiamoci degli italiani in difficoltà, non del resto del mondo che vuole esser mantenuto a spese degli italiani”.

Intorno alle 16,20, la Sea Watch era davanti al porto di Lampedusa e sul molo sono stati schierati i carabinieri. Il governo olandese – ha commentato Salvini non può far finta di nulla: una nave battente bandiera dei Paesi Bassi ha ignorato i divieti e gli altolà e sta facendo rotta a Lampedusa”.

“È una provocazione e un atto ostile: avevo già scritto al mio omologo olandese, e ora sono soddisfatto che l’Ambasciatore d’Italia all’Aja stia facendo un passo formale presso il governo dei Paesi Bassi. L’Italia merita rispetto: ci aspettiamo che l’Olanda si faccia carico degli immigrati a bordo”.

“L’Ue si fa viva solo quando c’è da batter cassa. Non vorrei ricorrere a non identificare i migranti che sbarcano in Italia così che se ne possano tranquillamente andare in altri Paesi europei”.

L’unico approdo possibile, viste le dimensioni dell’imbarcazione, è il molo commerciale. L’attracco è previsto per le 20,30, Non è escluso che i 42 migranti a bordo vengano prima trasferiti sulle motovedette della Capitaneria e portati a terra.

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