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Enna

Dal 25 marzo all'8 aprile

La Settimana Santa a Enna, un appuntamento imperdibile

di
26 Marzo 2018

Oggi la nostra tappa è Enna, per immergerci nella sacralità della sua Settimana Santa e delle tante processioni che attraggono, ogni anno, migliaia di turisti. I riti si sono aperti la Domenica delle Palme e si concludono la Domenica in Albis, una settimana dopo Pasqua.

Dalla Domenica delle Palme e fino alla tarda mattinata del Mercoledì Santo, le 16 confraternite, ciascuna nel giorno e nell’ora stabilita, partendo in processione dalla chiesa di appartenenza, si recano al Duomo per l’adorazione solenne della Eucaristia, rito questo che gli ennesi chiamano l’Ura.

Domenica delle Palme, 25 marzo
Alle 10 del mattino e presso il barocco Santuario di Papardura, i confrati della Passione hanno rappresentato l’arrivo del Messia. Uno di essi, raffigurante Gesù, monta su un asinello, preceduto dai dodici apostoli che reggono grandi rami di palma. La processione si ferma alla Chiesa di San Sebastiano dove Gesù e i suoi compagni, dopo aver attraversato un portale su cui vigilano due sentinelle romane dell’imperatore e benedetto le palme e gli ulivi, procedono verso Enna alta fino a raggiungere la Chiesa di San Leonardo.

Venerdì Santo, 30 marzo
Nel primo pomeriggio, tutte le confraternite, che precedono le Vare del Cristo morto e dell’Addolorata, giungendo al Duomo danno inizio al lungo corteo che percorre quasi tutta la città. Ad aprirlo la Compagnia della Passione i cui confrati portano su dei vassoi i 25 simboli del martirio di Cristo, detti i Misteri: la croce, la borsa con i trenta denari, la corona, la lanterna, il gallo, i chiodi e gli arnesi per la flagellazione; seguono le altre, dirette alla chiesa del cimitero, ex Convento dei Cappuccini, dove viene impartita ai fedeli la benedizione con la croce, reliquario contenente una spina della corona di Cristo. La processione, che ritorna verso il Duomo, vede circa 2.500 “confrati incappucciati”, sulle note di struggenti marce funebri, portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata.

Domenica di Pasqua, 1 aprile
La Domenica di Pasqua, nota per la cerimonia detta ‘”a Paci”, un festoso suono di campane segna l’incontro delle statue del Cristo risorto e della Madonna che, trionfalmente, vengono portate all’interno della chiesa, dove rimarranno esposte alla venerazione dei fedeli per una settimana.

Domenica in Albis, 8 aprile
Le Confraternite, (Collegio del SS. Salvatore, Spirito Santo e Collegio di S. Giuseppe, con il vicario foraneo della città e i fedeli), si recano in processione nei pressi del Castello di Lombardia dove, con il simulacro della Trinità portato a spalla dai confrati dello Spirito Santo, viene impartita la solenne benedizione dei campi. Si fa ritorno verso il Duomo e in Piazza Mazzini si da vita all’ultima cerimonia, detta la Spartenza (separazione), presieduta dalla Venerabile Confraternita dello Spirito Santo. Qui la Confraternita Collegio del SS. Salvatore e il Collegio di San Giuseppe ritornano in possesso dei rispettivi fercoli e li riconducono nelle chiese di appartenenza, a simboleggiare la conclusione terrena della missione di Cristo ritornato al Padre. La confraternita di San Giuseppe, che porta a spalla il fercolo con la Madonna, viene accompagnata nella propria chiesa dal Simulacro della Trinità portato a spalla dai confrati della Venerabile Confraternita dello Spirito Santo.

Cenni Storici
Le prime confraternite ennesi sorsero nel Basso Medioevo, ma fu il XVII secolo a segnare un loro notevolissimo incremento dovuto, probabilmente, all’influsso spagnolo. Infatti esse sarebbero nate sulla base delle confradias iberiche, vere e proprie congregazioni che esercitavano, grazie ai privilegi conferitigli dai re spagnoli, un ruolo sociale e un potere sul popolo assai significativo. Alcune confraternite risorgimentali avrebbero celato addirittura, nel loro interno, vere e proprie “sette segrete” che agivano contro il regime imposto ed erano pertanto note come liberali.

Nel 1740 ad Enna esistevano 34 fra Confraternite, Compagnie e Collegi, di cui, oggi, ne sopravvivono solo 16 che, regolamentati da statuti, oltre ad animare la Settimana Santa provvedono a solennizzare attivamente gli eventi religiosi più significativi della città. I confrati odierni non sono più i minatori e gli agricoltori di una volta, ma professionisti, studenti e impiegati. Unica preclusione rimasta è il sesso, infatti sono ammessi solo gli uomini.

Andando all’oggi, il loro costume consta di un lungo camice bianco, stretto ai fianchi da un cingolo, uno scapolare, la mantellina colorata (che nel dialetto ennese è nota come mantiglia, il perfetto equivalente dello spagnolo “mantilla”), i guanti bianchi, il cappuccio con la visiera abbassata e una corona di vimini sul capo a simboleggiare la corona di spine portata da Gesù Cristo. La curiosità sta nei loro colori che, variando da confraternita a confraternita, contribuiscono a rendere estremamente coreografica la processione del venerdì Santo.

La Pro Loco di Enna aderisce al progetto nazionale dell’Unpli “aperto per ferie” e si prepara ad accogliere i turisti che sceglieranno la città per le vacanze pasquali e per assistere ai riti della Settimana Santa. Entrambi gli infopoint, per ricevere i turisti, saranno aperti, oltre che durante tutta la settimana pasquale, anche il giorno di Pasqua, e il punto pro loco, all’interno del Castello, sarà aperto anche il lunedì di Pasquetta grazie ai volontari del servizio civile. Inoltre vi è una cartina delucidativa che vi guiderà e faciliterà il vostro percorso.

Buona Pasqua nella misterica Enna.

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