La Vardera: "Siciliani a Londra non potranno votare. Creare opportunità di lavoro" :ilSicilia.it
Palermo

l'intervista

La Vardera: “Siciliani a Londra non potranno votare. Creare opportunità di lavoro”

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22 Settembre 2022

Ismaele La Vardera è volato a Londra qualche giorno fa per incontrare i tanti giovani siciliani emigrati dall’Isola alla ricerca di un’occupazione. Pur essendo residenti in Sicilia, non potranno esprimere il voto in vista delle imminenti elezioni regionali. Il candidato all’Ars, e capolista di “De Luca Sindaco di Sicilia” nel collegio di Palermo, ha spiegato che non c’è una legge che consenta loro di ricevere la famosa scheda verde.

L’ex iena raggiunta telefonicamente da ilSicilia.it, pur sapendo che quell’incontro non porterà alcun voto alle urne, ha comunque mantenuto la sua promessa in piena campagna elettorale.

“Lo spirito di questa iniziativa era, intanto, sollevare una questione di riferimento rispetto alle elezioni. I ragazzi che vivono all’estero non possono esprimere la preferenza per il voto alle elezioni regionali. Lo trovo assolutamente sbagliato e insensato perché, come arriva loro il plico delle elezioni nazionali, concediamo loro la possibilità di poter votare per il rinnovo dell’Ars. Sono tantissimi i giovani che vivono lì e che hanno ancora la residenza in Sicilia”.

“Ho voluto lasciare nel pieno della campagna elettorale, nonostante fossero tutti con noi a cercare voti, per accendere questo riflettore sui miei coetanei, consapevole di non ricevere un solo voto. Ho fatto un viaggio per ascoltarli le ragioni che li portano via dalla Sicilia e per cercare futuro altrove. Menti brillantissime, che se avessero la possibilità di tornare, lo farebbero pure domani”.

La Vardera ha raccontato il perché non tornano a casa. “Il problema non è il lavoro, io dico sempre che a Palermo c’è, ma sono le condizioni di lavoro che non vanno bene: esiste il precariato e lo sfruttamento. Fino a l’altro ieri hanno rinviato il giudizio del proprietario del bar del Tribunale, proprio per le condizioni lavorative. Un’inchiesta che ho fatto alle Iene, dove si dimostrava che questi ragazzi venivano sottopagati, ore in più, dovendo pure restituire la tredicesima indietro. I ragazzi, quindi, vorrebbero tornare ma a queste condizioni? Non ci sono le condizioni per farlo. È stato un viaggio simbolico, pragmatico perché i ragazzi si sono sentiti coinvolti, contenti del fatto che qualcuno si sia recato lì per ascoltarli”.

La proposta? “Bisogna creare opportunità opportunità nel ramo del turismo, applicare l’autonomia dello Statuto siciliano, al quale nessuno ha dato seguito. Ciò permetterebbe alla Sicilia di avere delle condizioni economiche favorevoli. Come fare tornare questi ragazzi? Consentendo di vivere in un ambiente favorevole, nel turismo. Noi non abbiamo mai valorizzato la nostra Sicilia anche dal punto di vista del turismo, un settore che permetterebbe ai ragazzi di vivere tutto l’anno. Da candidato è questo quello che ho detto loro, massima attenzione al lavoro, rendendo questa Regione semplicemente normale, togliendo quelle situazioni, come dice De Luca, che non permettono all’economia di crescere, facendo del nostro il paese d’Europa più depresso”.

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