21 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 21.42

Il rebus di Crocetta in vista delle prossime scadenze elettorali

La vendetta di Crocetta al Pd di Sicilia arriva in tempo per le amministrative

19 Febbraio 2018

Difficilmente  Rosario Crocetta eviterà di fare danno al Pd da qui alle amministrative. Sembra quasi una storia già scritta, una vendetta annunciata che, dopo la mancata candidatura alle Politiche dell’ex governatore siciliano, promesse non mantenute di Renzi a parte, troverà un preciso perimetro, al momento solo potenziale, nelle elezioni di primavera di Messina e Catania.

Non è un mistero che nella provincia messinese Crocetta vanti un radicamento di peso. Un fatto di territori certo, che in sé non è algebricamente sommabile, sic et simpliciter, in un’elezione dalle dinamiche complesse, come  quella amministrativa. Come non è escluso che in un contesto già disposto con le forze in campo schierate, il movimento dell’ex governatore siciliano di cui Crocetta poneva a Renzi “una questione di rappresentanza politica” non sia in grado di dare un contributo decisivo in chiave anti Pd.

Ieri Crocetta ha diffuso una dichiarazione  poco pacifica e d nessuna riconciliazione, dopo la presentazione nei giorni scorsi delle candidature dem alle prossime Politiche: “Mpaliemmu sbarco’  l’arca di Noe’ bugiardi – riciclati –   opportunisti, Cambia casacca – impresentabili – e poi … e poi …. e poi”.

Qualche giorno fa invece lo stesso ex presidente della Regione, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia era stato ancora più esplicito, facendo trapelare la concreta ipotesi di una sua possibile candidatura nel capoluogo etneo in occasione delle prossime elezioni amministrative: “Non è una pazza idea, non è una mia idea. Mi capita di incontrare dei cittadini che mi chiedono con insistenza: “Ma allora si candida a sindaco?”. E devo dire che in passato, a Gela e alla Regione, mi è capitato di essere candidato senza saperne nulla, lanciato dal basso o da gruppi su Facebook”.

In realtà la convergenza di Crocetta e dei suoi uomini potrebbe invece avvenire sul nome di Emiliano Abramo capo della comunità Sant’Egidio di Catania, fatto in sé già sufficiente a sparigliare rispetto a un centrosinistra indebolito negli ultimi mesi e in cui Enzo Bianco ha qualche problema a mantenere saldi gli equilibri.

Il conto alla rovescia nel Pd in attesa del dopo voto (travagliato) delle Politiche è già partito. Quello di Crocetta pure.

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