15 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 10.34

Lo sfogo a La7

La verità del Capitano Ultimo sull’arresto di Riina: “La procura fece marcia indietro”

14 Giugno 2019

“Il covo di Totò Riina non fu perquisito perché io proposi, e la procura inizialmente acconsentì, di seguire i fratelli Sansone, due imprenditori molto importanti di Cosa Nostra ma fino ad allora sconosciuti”. Così il colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio, Capitano Ultimo, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

De Caprio è il carabiniere che nel 1993 ha arrestato Riina e negli anni è stato oggetto di critiche perché ritenuto responsabile dei ritardi nella perquisizione della casa del boss corleonese.

Ho ritenuto – ha spiegato De Caprioche quella fosse un’occasione unica e irripetibile per ottenere informazioni importanti. Purtroppo dopo 20 giorni la Procura ci ripensò. Ma nessuno ha mai dato disposizioni affinché le persone che entravano in quella casa venissero perquisite”.

“Fatalità del destino, in seguito appresi in un’intercettazione che il figlio di Sansone si era fidanzato con la nipote di Messina Denaro, quindi avevo ragione io”. 

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Rosso di sera
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