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il governatore in un post invoca un ruolo sulle decisioni relative all'autonomia

L’affondo di Musumeci a Conte e la richiesta (su Facebook): “Mi spetta partecipare al consiglio dei ministri”

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21 Luglio 2019

“Ho letto sul Corriere della Sera la lettera agli “italiani del nord” (e solo a loro!!!), con cui il premier Giuseppe Conte si dice pronto a portare nel prossimo Consiglio dei ministri il testo della riforma sull’#autonomia differenziata. Pare di capire che sarebbe un testo diverso da quello che era stato richiesto dai governatori di Lombardia e Veneto”.

Comincia così un post pubblicato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci su Facebook, nel quale il governatore, senza nascondere un tocco di polemica, chiede al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che siano convocati a Palazzo Chigi tutti i presidenti di Regione. Una richiesta, che Musumeci definisce “formale” (“Chiedo formalmente, fin da subito di procedere alla convocazione di tutte le Regioni italiane“), ma che per essere valida e realmente “formale”, come auspicato dal richiedente, necessita ovviamente di una nota ufficiale, non potendo di certo bastare un post su Facebook a darle il crisma dell’ufficialità…

La richiesta ufficiale è partita? O il tutto si è ridotto a un post su Facebook per acchiappare un titolo sui tg della sera? Conoscendo e apprezzando il profilo istituzionale di Musumeci, siamo pronti a scommettere per la prima opzione.

Peraltro, sempre nel post pubblicato sulla propria pagina social, il governatore siciliano richiama la norma che riconosce al presidente della Regione Siciliana il diritto di partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri in cui si trattano questioni riguardanti interessi dell’Isola, con diritto di voto deliberativo e rango di ministro. Anche in questo caso, per essere ascoltato il governatore, oltre al post su Facebook, dovrebbe inviare (e non è detto che non lo abbia fatto, anche se nel post questo non è precisato) una nota ufficiale al presidente del Consiglio dei ministri per richiamare l’applicazione di questa norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione Siciliana, al fine di richiedere la partecipazione alle riunioni del Consiglio dei Ministri.

Insomma, quella che doveva essere una placida domenica di luglio si è trasformata nel giorno della riscoperta di un Nello Musumeci autonomista, che rivendica un ruolo di attore protagonista nelle scelte del consiglio dei ministri riguardanti le regioni e in una veste di insolito oppositore del premier Giuseppe Conte, dando indirettamente ulteriore ossigeno alle feroci polemiche che sempre nella giornata di oggi sono arrivate all’indirizzo del presidente del Consiglio dai governatori della Lombardia e del Veneto, Fontana e Zaia.

“Ritiene il presidente del Consiglio – scrive Musumeci su Facebook – anche alla luce del dettato dell’articolo 10 della legge costituzionale che ha modificato il titolo V, che sia sensato procedere a un deliberato del governo nazionale senza avere mai convocato a Palazzo Chigi tutti i presidenti di Regione? Ritiene Conte che sia sensato andare verso un testo che raggiunge il duplice effetto di scontentare i richiedenti ed essere totalmente sconosciuto agli altri? Chiedo formalmente, fin da subito di procedere alla convocazione di tutte le Regioni italiane. E, in ogni caso, trattandosi di un deliberato del Consiglio dei ministri che incide sugli interessi della Regione Siciliana, voglio sperare che si proceda, come la Costituzione impone, a integrare il governo con la presenza dell’unico presidente di Regione legittimato dal proprio Statuto a partecipare ai lavori”.

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