L'alluvione a Palermo, un unico radar poteva prevederla. Ma quel giorno era guasto :ilSicilia.it
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L’alluvione a Palermo, un unico radar poteva prevederla. Ma quel giorno era guasto

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25 Luglio 2020

L’unico radar in uso per gli eventi climatici in Sicilia, il giorno della bomba d’acqua a Palermo era in manutenzione. La conferma arriva dalla protezione civile nazionale. E se fosse stato attivo, sarebbe comunque stato poco utile in quanto installato nella zona del catanese ed esattamente a monte Lauro. Il suo raggio d’azione arriva a malapena a coprire l’intero territorio di Palermo. Esclusa da come si evince dalla fotografia la zona del trapanese e parte dell’agrigentino.

Palermo ad oggi fa ancora la conta dei danni. Impresse rimangono le immagini dei vigili del fuoco immersi nel fango per tentare di liberare decine di auto sepolte. E mentre la Procura sta valutando l’apertura di una indagine per accertare se il disastro poteva essere evitato, il sindaco Leoluca Orlando non ci sta a farsi processare e rilancia chiedendo ai magistrati di andare a fondo. “Chiederemo che si apra un’inchiesta della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti – ha detto – Il Comune di Palermo non ha nessuna responsabilità”.

Un rimpallo di responsabilità tra la Regione e il Comune partito immediatamente dopo l’alluvione. Secondo Salvo Cocina, il capo della Protezione Civile Regionale, non sarebbe comunque la quantità d’acqua caduta la causa principale degli allagamenti. Una delle ipotesi che i tecnici avanzano prende in considerazione un black out delle centraline elettriche che alimentano le pompe di sollevamento. Senza alimentazione elettrica gli impianti si sarebbero bloccati. Ma un dato è certo, la Sicilia al momento è sprovvista di radar che possano anticipare una ipotetica emergenza climatica.

Per la copertura della Sicilia occidentale, è prevista l’istallazione di un nuovo radar in provincia di Agrigento, ma attualmente, secondo la stessa Protezione Civile nazionale, i lavori sono fermi per mancanza di fondi e a causa del covid.

Grazie a una interrogazione parlamentare di Diventerà Bellissima firmata dal capogruppo Alessandro Aricò, la tematica verrà affrontata a Palazzo dei Normanni. “Appare incredibile che, con il riscaldamento climatico che sta sconvolgendo l’intero ecosistema mondiale, in Sicilia non si riesce a montare un radar a tutela della popolazione perché non ci sono fondi, appare incredibile che non si riesce a dotare la Regione di un indispensabile sistema di prevenzione di cataclismi climatici perché la struttura nazionale che dovrebbe avere il compito di proteggere gli Italiani, non riesce a fornire una protezione a milioni di Siciliani”, afferma il capogruppo di Db nel documento.

Aricò, inoltre, chiede attraverso l’interrogazione:“se corrisponde al vero che i lavori di costruzione del radar della Protezione Civile nazionale previsto in provincia di Agrigento, sono fermi per mancanza di fondi… e se così fosse, se non ritengano urgentissimo intervenire presso la Protezione Civile nazionale affinché vengano stanziati i fondi necessari al completamento del radar previsto in provincia di Agrigento, fondamentale per la salvaguardia della pubblica incolumità in tutta la Sicilia occidentale”.

 

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