12 dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento alle 08.45
caronte manchette
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l'attività del parlamento regionale

L’Ars riparte con la mini-finanziaria. Occhi puntati su Crias e Ircac

16 maggio 2018

Dovrebbe cominciare oggi all’Ars il cammino del documento che contiene le norme stralciate dalla Finanziaria.

Il nuovo soggetto finanziario che metterà insieme CRIAS, la cassa regionale per il credito alle imprese artigiane  e Ircac, Istituto  regionale per il credito alla cooperazione, è pronto a nascere.

La commissione Bilancio, presieduta dal forzista Riccardo Savona ha esitato  lunedì il vecchio articolo 1 della legge di stabilità regionale che era finito nel’collegato’.

Per  il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao : “L’integrazione degli istituti finanziari non sarà un fatto traumatico. Ma occorre portare avanti il percorso. Dobbiamo andare verso la semplificazione e la razionalizzazione”.

Superate solo in parte le perplessità del Cna che parla attraverso il suo segretario regionale Piero Giglione: “Non siamo mai stati contrari all’idea del soggetto unico, ma abbiamo espresso la necessità che ciò dovesse avvenire attraverso un disegno organico, con una precisa definizione degli ambiti”.

Giglione inoltre lamenta anche lo scarso coinvolgimento delle categorie in questa fase : “Non c’è stato nessun confronto con le parti sociali. Chiediamo anzi immediatamente un incontro. Credo sia giusto essere sentiti su una vicenda di questo tipo. Con tempi così stretti ci auguriamo di potere dire la nostra”.

Intanto il parlamento dovrà pronunciarsi con il voto sulla norma che di fatto genera in ogni caso una modifica importante nel settore del credito in Sicilia.

La Crias negli ultimi cinque anni ha erogato 90 milioni di euro alle imprese artigiane, incrementando rispetto al quinquennio precedente la quantità  di risorse distribuite.

In bilico anche la soppressione dell’Esa (Ente sviluppo agricolo). Se non dovesse andare a buon fine il tentativo dell’esecutivo di riscrivere il contenuto della norma, il governo, potrebbe anche decidere di portare in aula una specifica norma di settore. Peserebbero sullo scioglimento dell’Esa, le perplessità dei centristi con i forzisti un pò tiepidi.

Approvato invece un articolo che rivede lo status dei lavoratori all’interno delle società partecipate, con un criterio di selezione che rende omogenei i profili.

Norma da riproporre anche per l’agenzia regionale voluta dall’assessore Marco Falcone che si dovrebbe occupare del patrimonio immobiliare della Regione e dell’emergenza  abitativa.

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