Lavoratori Asu, il Cdm impugna la norma: stop alla stabilizzazione :ilSicilia.it

il fatto

Lavoratori Asu, il Cdm impugna la norma: stop alla stabilizzazione

di
18 Giugno 2021

Arriva la scure di Roma sulla norma inserita nella legge finanziaria regionale che prevede la stabilizzazione dei lavoratori Asu, con l’impugnativa che ilSicilia.it aveva anticipato nei giorni scorsi.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato dodici leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha deliberato di impugnare, per quanto riguarda la legge della Regione siciliana n. 9 del 15/04/2021, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2021.

Si tratta della Legge di stabilità regionale, “in quanto talune disposizioni, “eccedendo dalle competenze statutarie della Regione siciliana, violano gli articoli 3, 81, terzo comma, 97, 117, secondo comma, lettera e), l), m), e terzo comma, e 118 della Costituzione”.

 

Il commento di Più Europa

Apprendiamo che, ancora una volta, la Regione siciliana non è riuscita ad aver approvata tutta la finanziaria. Difatti, il CDM ha stralciato numerosi articoli relativi sia alla stabilizzazione dei tanti precari ma anche all‘art. 57 sulla cannabis terapeutica.
Tutto ciò dimostra, ancora una volta, quanto debole sia il Presidente Musumeci nelle interlocuzione col Governo nazionale”, hanno dichiarato i componenti della Direzione nazionale di Più Europa, Fabrizio Ferrandelli e Maria Saeli.

Abbiamo dovuto attendere il verdetto finale del Consiglio dei Ministri, per certificare qualcosa che poteva essere chiarito per tempo, se vi fosse stata una condivisione del percorso .Come più Europa ci siamo battuti affinché la Regione siciliana potesse essere  produttrice di cannabis ad uso terapico per i tanti malati che sono affetti da patologie per le quali il suo uso ha effetti positivi.
Restiamo convinti che – conclude Più Europa-  un percorso di questo tipo debba e possa essere intrapreso e per tale ragione continueremo a batterci affinché a tutti sia garantito il diritto alle cure necessarie”.

 

 

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