Le associazioni di categoria fanno fronte comune: "Si modifichi l'art. 97 del codice degli appalti" :ilSicilia.it

Fanno appello alla Regione

Le associazioni di categoria fanno fronte comune: “Si modifichi l’art. 97 del codice degli appalti”

di
21 Febbraio 2019

Per le promesse e gli impegni, il tempo è ampiamente scaduto! Siamo pronti per una grande immediata mobilitazione attraverso la convocazione dei nostri Stati Generali, se, a breve, non si sostituiranno con i fatti le promesse” a scriverlo in un comunicato stampa unitario ANCE Sicilia, CNA, Costruzioni ANAEPA, Confartigianato, CLAAI Sicilia, f.to C. Salamone, f.to L. F.Calabrese, f.to F. Grippaldi, f.to O. Platania, C.R.E.D.A., Confcooperative Sicilia, Legacoop Sicilia, Casartigiani Sicilia, f.to A. Bonifacio, f.to M. Magistro, f.to G. Vallone, f.to M. Pucceri.

Improrogabili le emanazioni di norme concrete, efficaci ed incisive volte a salvaguardare e tutelare le numerosissime piccole e medie imprese siciliane dell’edilizia, unica garanzia e spina dorsale del Settore per lo sviluppo economico ed occupazionale nell’Isola” – si legge ancora nella nota.

Le Federazioni Regionali di: ANCE Sicilia, CNA, Confartigianato, CLAAI, Casartigiani, Legacoop, CONFCOOPERATIVE, C.RE.D.A.; fanno fronte comune e si appellano al presidente della regione siciliana, al Governo regionale, alle forze politiche presenti in assemblea regionale, per il ruolo istituzionale che a loro compete, al fine di correggere l’art. 97 del codice degli appalti, i cui effetti nefasti e devastanti stanno paralizzando un intero settore, che fino a qualche tempo fa era motore trainante dell’economia dell’Isola” proseguono nel comunicato.

I nostri incontri, svolti in collaborazione con le forze di governo e le commissioni parlamentari per la modifica del citato art.97 hanno fin qui prodotto la proposta inserita nel DDL 476 del 13/01/2019 Collegato alla Legge di Stabilità, la cui approvazione consentirebbe alle nostre imprese di potersi aggiudicare l’assegnazione di appalti senza dover obbedire al disastroso criterio dei cinque metodi di calcolo ad incremento costante, che ha prodotto ribassi fino all’attuale 45% e agli Enti Appaltanti di ottenere una maggiore ed oculata esecuzione nella qualità dei lavori eseguiti!
Occorre, ora più che mai, tutelare e difendere i diritti delle imprese sane che… malgrado tutto, non mollano e continuano ad investire per creare sviluppo e lavoro!“.

E’ tempo che le istituzioni ci diano risposte certe in tempi brevi” conclude la nota.

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