Le origini della pasta in Europa, una storia tutta siciliana | ilSicilia.it :ilSicilia.it

Un piatto fra storia e tradizione

Le origini della pasta in Europa, una storia tutta siciliana

di
12 Giugno 2018

Parlare di pasta in Italia è quasi sempre una faccenda abbastanza seria che non deve mai essere presa troppo alla leggera, infatti per noi italiani è una pietanza che ha quasi un alone sacro e mistico, un piatto fondamentale dell’identità culinaria del nostro paese che quindi come tale va rispettato.

Come tutti i cibi dotati di grande tradizione, anche la pasta è depositaria di una storia particolare e interessante che vede la Sicilia protagonista. Innanzitutto è bene fare una distinzione tra pasta fresca e pasta secca: la prima ha origini antichissime (si ottiene dall’impasto di farina con l’aggiunta di acqua o uova), diffusa tra i popoli dell’area mediterranea e in altre regioni del mondo, come la Cina, la pasta fresca doveva essere consumata subito dopo la sua preparazione; invece la seconda è molto più recente. L’invenzione della pasta secca viene attribuita agli Arabi, i quali avrebbero messo a punto la tecnica dell’essicazione garantendo così una lunga conservazione del prodotto. Però tale attribuzione deve essere fatta con molta cautela in quanto dall’analisi delle fonti sembra non essere presente nella cultura culinaria araba il concetto di pasta.

Possiamo però dire che le prime testimonianze che documentano la produzione della pasta secca in Europa riguardano la Sicilia, una regione che era stata fortemente influenzata dagli Arabi. Pertanto ci viene tramandato dal geografo Edrisi che nel XII secolo, a Trabia, a circa trenta chilometri da Palermo, ci fosse una vera e propria industria di pasta secca, prodotta in enormi quantità, tant’è che veniva esportata in diversi paesi con grandi navi da carico. Venivano prodotte paste lunghe, come i vermicelli, e corte, come i maccheroni. Già nel XII secolo erano soprattutto i mercanti genovesi ad importare e diffondere le paste siciliane nel nord Italia. Non è quindi un caso che nel XIII secolo nascano le prime fabbriche di pasta secca in Liguria e nell’Alta Toscana, mentre nelle regioni padane, come la Lombardia e la Romagna, la pasta secca troverà poco successo in quanto queste erano aree dove la pasta fresca aveva un’importante tradizione.

Nel frattempo anche in Provenza e in Inghilterra si diffuse l’uso della pasta (addirittura nel Trecento l’Inghilterra era l’unico paese, oltre all’Italia, ad avere nei libri di cucina varie ricette di pasta). Bisogna però precisare che almeno fino al XV secolo, la definizione di pasta non era chiara: c’era una gran confusione tra paste dolci e salate, lessate e fritte, farcite e ripiene, addirittura anche polpette di carne o di verdure infarinate e fritte venivano indicate come “pasta”.

Probabilmente tra il XII e il XIII secolo la pasta secca era consumata, come cibo di riempimento, soprattutto dai ceti popolari di quei luoghi dove essa veniva prodotta, quindi soprattutto dalle masse contadine della Sicilia (è la lunga conservabilità del prodotto che ci suggerisce questa destinazione sociale). Invece la pasta fresca doveva essere gustata dalle alte classi sociali per via della sua deperibilità, caratteristica che ci rimanda all’idea di lusso, di benessere e di una condizione privilegiata. Pertanto, ad eccezione della Sicilia, la pasta ricoprirà per molto tempo un peso del tutto secondario nell’alimentazione delle popolazioni europee, un capriccio da evitare specialmente nei momenti di difficoltà. Non è un caso che ancora nel Cinquecento i siciliani fossero soprannominati “mangia maccheroni”, segno evidente che i vermicelli o la pasta corta fossero piatti poco mangiati e diffusi in gran parte d’Europa e di come in Sicilia, al contrario, la pasta secca fosse consumata abbondantemente.

Insomma la pasta essiccata fece i suoi primi passi in Europa e in Italia sotto il sole siciliano, diventando nel corso dei secoli un elemento fondamentale della cultura gastronomica italiana giungendo, nelle sue prime fasi, da una storia tutta siciliana.

© Riproduzione Riservata
Tag:

La GiombOpinione

di Il Giomba

VaffanCovid

A te che vuoi toglierci tutte le speranze ed i progetti sul futuro, a te che pretendi di non darci nessuna tregua, un sincero ed accorato... VaffanCovid!

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Anno nuovo, tante novità in arrivo

Con l'arrivo del 2022, le varie piattaforme streaming hanno annunciato molte novità  che riguardano sia nuove stagioni di serie già andate in onda, sia diverse interessanti nuove serie.

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Una politica con troppi Capi e pochi Leader

Sono giorni frenetici per la politica nazionale e siciliana. Iniziano assemblee, vertici e riunioni dei partiti per discutere le migliori strategie, per non perdere posizioni e leadership nelle varie coalizioni. Ma tutto ciò serve veramente a qualcosa?

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin