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le prime sentenze a seguito dell'operazione "Matassa"

Le prime sentenze dell’Operazione Matassa: voto di scambio e associazione mafiosa

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29 Dicembre 2016

david-paoloQuattro condanne e un’assoluzione, queste le prime sentenze a seguito dell’operazione “Matassa”, relativa a mafia e politica, emesse nei confronti di chi, tra i trentacinque arrestati, ha scelto il rito abbreviato. Carmelo Catalano, Pietro Costa e Fortunato Magazzù sono stati condannati a sei mesi – una settimana fa la Procura aveva chiesto la condanna a 8 anni per Costa, 6 anni e 8 mesi per Magazzù e 4 anni per Catalano – e il poliziotto in pensione Stefano Genovese è stato assolto, come anche il carabiniere Michelangelo La Malfa, assolto per non aver commesso il fatto, ma che viene condannato a 8 mesi per l’altro capo di imputazione: voto di scambio. Per loro la Procura aveva chiesto due anni. “Prendiamo atto della sentenza assolutoria per il nostro assistito avuto riguardo all’ipotesi di corruzione elettorale amministrativa – commentano gli avvocati Cacia e Billè, difensori di La Malfa – nell’attesa di leggere le motivazioni non possiamo che rilevare come lo stesso GUP abbia verosimilmente circoscritto le condotte ridimensionando l’originaria contestazione alla luce dell’associazione totale per lo stesso coimputato Genovese“.
Era lo scorso 12 maggio quando la Polizia ha arrestato trentacinque persone nel corso dell’operazione “Matassa”. In carcere sono finite ventisei persone, ai domiciliari nove e sono quattro le società sequestrate: i reati contestati vanno dall’associazione di tipo mafioso finalizzata alla commissione di delitti contro la persona ed il patrimonio – estorsioni e spaccio di sostanze stupefacenti – acquisizione della gestione o del controllo di attività economiche, di appalti e di servizi. In carcere è finito anche il consigliere comunale di Forza Italia (ex Pd) Paolo David (in foto) accusato di voto di scambio. Gli investigatori hanno appreso che insieme ad altre persone avrebbe ostacolato il libero esercizio del diritto di voto durante le consultazioni elettorali regionali, politiche e comunali d’accordo con esponenti di alcune famiglie mafiose tra l’ottobre 2012 e il giugno 2013. David si è dimesso lo scorso 20 dicembre: l’accusa di associazione finalizzata alla corruzione elettorale ha chiuso la carriera politica del fedelissimo di Francantonio Genovese, anche lui arrestato mesi fa per truffa in quanto coinvolto in un’indagine sugli enti di formazione finanziati dalla Regione siciliana. Per David il processo inizierà l’8 gennaio.

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