Le Sfinci di San Giuseppe: tu chiamale se vuoi...Emozioni | LA RICETTA :ilSicilia.it

Il 19 marzo

Le Sfinci di San Giuseppe: tu chiamale se vuoi…Emozioni | LA RICETTA

di
18 Marzo 2020

La vostra Patti Holmes con: “Tu chiamale se vuoi… Emozioni“, vuole regalarvi istanti di leggerezza e, visto che si avvicina San Giuseppe di solito festeggiato in Sicilia con le “Sfinci” omonime che, come rituale annuale, si vanno a comprare in pasticcerie e bar, tranne quest’anno, vuole darvi la ricetta tradizionale e informarvi, però, che tantissimi “Templi del gusto” e laboratori di pasticceria le portano a domicilio.

La Sfincia di San Giuseppe 
Questo rinomato dolce ha un nome che, pur potendo derivare da due lingue diverse, l’arabaisfang” o “sfang” e la latina, “spongia“, ha il significato di “spugna” per entrambe e la spiegazione sta nel fatto che per forma, struttura e consistenza la ricorda molto.

La sua origine, antichissima, sebbene non sia facile identificarne la paternità, sembrerebbe essere un’evoluzione dei pani o dei dolci arabi o persiani fritti nell’olio; anche la Bibbia e il Corano menzionano questo dolce che, nei secoli, ha subito tante trasformazioni, anche grazie alle suore del monastero delle Stimmate di Palermo, che le regalavano nel giorno di San Giuseppe a tutti i poveri del Capo.

Il convento, demolito nel 1875, sorgeva dove adesso si erge maestoso il Teatro Massimo, tanto che leggenda vuole che dietro le quinte si aggiri “la monachella” che, disturbata nel sonno durante l’abbattimento del convento e i lavori di costruzione del Tempio della Musica, ama portare scompiglio.

I pasticceri palermitani arricchirono questa “luccumarìa” con ricotta, gocce di cioccolato, granella di pistacchio e frutta candita. Una ricetta umile che, per la sua bontà, ha meritato l’iscrizione alla lista dei “Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani” (P.A.T.) del Ministero delle Politiche Alimentari, Agricole e Forestali (MIPAAF).

Di seguito vi proponiamo la ricetta che, nel tempo, si è mantenuta più vicina a quella originaria, diventata un’icona della pasticceria e della cultura siciliana. Vi diamo le dosi per una ventina di persone, anche se perora le famiglie sono molto più piccole a causa della obbligata isolitudine, perché, essendo camurriuse da fare, melius abundare quam deficere.

Le Sfinci di San Giuseppe

Ingredienti per farne una ventina:

  • 200 g di farina 00
  • 250 ml di acqua
  • 4 uova
  • 60 g di margarina (o strutto)
  • 3 g di sale
  • un pizzico di bicarbonato
  • Abbondante olio di semi abbondante per friggere (in origine si usava lo strutto)

Ingredienti per la crema di ricotta:

  • 600 g di ricotta
  • 200 g  di zucchero
  • 50  g di cioccolata fondente (a gocce)
  • 100 grammi di zuccata
  • scorze d’arancia o ciliegie candite q.b.
  • granella di pistacchi q.b.

Preparazione:
1. Mettete nell’acqua la margarina, il sale e fate bollire. Incorporate la farina e mescolate continuamente sino a quando la pasta non sarà diventata dura (deve farvi male il braccio ricordatelo, sennò l’impasto non sarò pronto).

2.Dopo aver fatto raffreddare il composto, stendetelo e ristendetelo con il mattarello. A questo punto formate con la pasta un unico corpo e unite 2 delle 4 uova, uno per volta e solo quando il precedente è stato assorbito dalla pasta. Aggiungete un pizzico di bicarbonato e, infine, le ultime due uova con lo stesso procedimento di prima.

3.Prendete il composto a cucchiaiate non troppo grandi e tuffatele nell’olio abbastanza caldo; fate cuocere per circa venti minuti, immergendole continuamente, fino a quando saranno ben dorate.

4.Man mano che le sfinci saranno pronte, mettetele a sgocciolare su carta assorbente e fatele raffreddare.

5.Preparate la crema di ricotta, a cui aggiungerete a piacimento il cioccolato e la zuccata a pezzetti, amalgamando bene il tutto. Fatto ciò,  praticate un foro e riempitele di crema di ricotta, che spalmerete anche al loro esterno.

6.Decoratele con granella di pistacchi, scorze d’arancia e ciliegie candite.

Questo dolce delle meraviglie, che come abbiamo detto è legato alla ricorrenza di San Giuseppe, è talmente buono e apprezzato che lo si può trovare, ormai, nelle pasticcerie, praticamente tutto l’anno. Per i salutisti c’è la versione al forno.

Se per caso non doveste avere in casa la ricotta, sostituitela con una semplice crema che potete fare velocemente con 1 litro di latte, 80 g di amido per dolci, scorza grattugiata di arancia e circa 4 cucchiai di zucchero.

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