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Lectio Magistralis

di
10 Dicembre 2017

Carissimi,
Seduto comodamente in poltrona davanti al mio albero di Natale, luccicante oltre modo, ma molto personalizzato tanto da non sembrare asettico con quei fiocchetti dorati e le palline tutte di un unico colore, ma pesantemente addobbato dalla storia delle nostre famiglie, con palline tutte differenti comprate, dovunque negli anni e tante lucine colorate, da produrre un inquinamento luminoso distinguibile dagli astronauti nello spazio e sotto una cesta per i regali ancora vuota.
Che cosa vorrei per Natale? Io sono una persona semplice!
Mi basterebbe che sotto la mia finestra un domani le cose andassero meglio, vorrei continuare dall’alto a vedere il panorama che ogni giorno mi convince che la mia è la città più bella del mondo e vedere di contro giunto al piano terra una città che assomigli a Londra, quanto meno non per il suo clima (mi terrei il mio) ma per i suoi servizi e la sua qualità di vita.
Vorrei vedere per strada gente operosa, che si muova con una meta, vorrei non vedere capannelli di gente giovane nei tavolini dei bar durante il giorno perdere il loro tempo a guardare la gente che passa.
Vorrei vedere incroci presidiati non da zingari questuanti ma da “puntunieri” in divisa invernale con il loro tradizionale cappottone nero, casco e guanti bianchi a dirigere e alleggerire il traffico delle auto.
Certo se fossi Miss Italia chiederei la “pace nel mondo” pesantemente messa a rischio da due “bambini spuntuliddri” con capigliature strane e dire che per anni inconsciamente avevamo temuto e temiamo ancora il ritorno dei pelati e invece ci troviamo a fare i conti con “due soggetti spriggiusi”.
Ad esempio, perché in un mondo attaccato con “le spingole” uno (a caso) la mattina si sveglia, si sistema il riportino biondo e dice tra se e se, cosa posso fare per mettere “legna al fuoco?”
Cerca un formicaio e lo allaga con l’acqua. Potranno a questo punto le formiche incazzarsi come matti?
Che motivo c’era di andare a “incuitare” chi in questo momento vive un equilibrio reputato instabile?
Per intenderci i matematici in passato si sono “addannati” l’anima a dare definizioni di equilibrio, ad esempio per loro “il punto di equilibrio instabile” è esemplificato in questa maniera:
“se una sfera si trova “ferma” in equilibrio su una “vetta” di energia potenziale (tipo il punto più alto di una guida circolare) e viene spostato di poco dalla sua posizione di equilibrio, tenderà ad allontanarsi ancora di più da tale posizione”.
Quindi si ha equilibrio instabile quando “l’energia potenziale è massima” (immaginate milioni di braccia che spingono da un lato e dall’altro questa sfera per farla stare ferma, pareggiando le proprie forze, in quel punto in alto di equilibrio.
Certo ci sarebbe da chiedersi ma come mai la sfera andò a finire lì sopra, ma non siamo qui per fare considerazioni storiche, ma fisiche, il fatto sta che con la sfera lì sopra, quattro religioni convivono nella città Santa e che il “Muro del Pianto” e anche il muro di sostegno della “Spianata delle Moschee”.
Di contro se, l’organizzazione più paracula del mondo, l’ONU, nelle sue mappe non indica nessuna capitale di Israele, (neppure Tel Aviv) e la proclamazione da parte di Israele di Gerusalemme come capitale non è riconosciuta da diverse risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e nessuno Stato fino ad ora aveva deciso di aprire l’ambasciata in tale città, ci sarà stato un motivo?
Nessuno aspettava “Totò Termini Biondo”.
Questo risultato è sempre verificato in natura, dove notiamo che in una situazione di equilibrio instabile il corpo rigido (la sfera), spostato appena da questa posizione di equilibrio, non vi ritorna più spontaneamente, significa che una delle due parti che spingendo in contrapposizione tiene quella sfera esterna, a causa di un fenomeno esterno (per ciuffettino biondo la parola “fenomeno” è da usare con cautela), cede sopraffatta dall’altra e ciò da che mondo è mondo non avviene mai in modo pacifico.
A quel punto, la “sfera lasciata al suo destino, cadere al suolo è vero che tenderà a portarsi nello stato di minima energia potenziale gravitazionale possibile (nulla quando raggiunge il suolo), ma a che prezzo?”
Un Abbraccio Epruno

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