Leonardo Sciascia: viaggio nei luoghi e tra gli oggetti dell'intellettuale di Racalmuto | FOTO :ilSicilia.it
Agrigento

la mostra al castello chiaramontano

Leonardo Sciascia: viaggio nei luoghi e tra gli oggetti dell’intellettuale di Racalmuto | FOTO

22 Agosto 2019
Lillo Miccichè
Foto di Lillo Miccichè, omaggio a Leonardo Sciascia UFFICIO STAMPA LILLO MICCICHE'

Guarda la fotogallery in alto 

Ci sono incontri casuali, poi non tanto, che danno appuntamento al futuro, in luoghi e tempi non concordati apparentemente. Così è stato per Lillo Miccichè, fotografo nisseno che, poco più che ventenne, si vide passare davanti la macchina ferma al semaforo, Leonardo Sciascia. Era propio il 1989, da lì a poco uno dei più grandi pensatori del Novecento, sarebbe scomparso.

Leonardo Sciascia

A trent’anni di distanza la figura simbolo del pensiero critico della Sicilia e non solo, “rivive” grazie agli scatti fotografici dello stesso Miccichè che svela per la prima volta in una mostra, ospitata al Castello Chiaramontano di Racalmuto, luoghi e oggetti che hanno puntellato vita e produzione artistica di Sciascia.

Ricollocare negli ambienti vissuti e scoprire oggetti personali, propaggini materiali dell’idea immateriale, di chi ha segnato non solo la storia ma soprattutto il pensiero di una terra indistricabile, e a tratti incomprensibile, non può che incuriosire e attrarre.

Messo nel cassetto quell’incontro fortuito, per una serie di circostanze e progetti legati sempre a Sciascia e ai licei del nisseno, Miccichè, fotografo di professione con alle spalle diversi reportage, ha nel tempo raccolto molto materiale, interagendo direttamente con i familiari.

La mostra, curata da Piero Baiamonte, offre in 50 scatti in bianco e nero, tecnica prediletta dal fotografo per non voler aggiungere “colore estraneo” alla visione dello spettatore, oggetti, dettagli, luoghi, autografi e documenti inediti che raccontano, e confermano ancora una volta, la genialità e il pensiero precursore di un rimpianto intellettuale.

Lillo Miccichè
Lillo Miccichè

La cosa che mi ha colpito maggiormente – ci ha detto Lillo Miccichè – è stato aver avuto l’impressione della presenza fisica di Nanà, come lo chiamavano gli amici più stretti, intorno a questi luoghi che ho potuto frequentare grazie alla disponibilità generosa degli eredi di Sciascia“.

Vito Catalano, nipote dello scrittore, sul lavoro del fotografo così sottolinea: “Sono immagini che testimoniano un pezzo di vita di mio nonno“.

Dai luoghi frequentati, la casa in Contrada Noce, l’ultima casa abitata a Palermo, quella di Racalmuto in paese dove Sciascia era ospite delle zie, la Fondazione Sciascia, il Circolo Unione, e poi le scuole d’Asaro di Racalmuto, dove insegnò, e l’istituto magistrale di Caltanissetta dove fu allievo. E poi ancora, penne, libri autografati, le macchine da scrivere tra cui l’insostituibile Olivetti lettera 22, le buste intestate, i registri scolastici da alunno e da insegnante nondimanco il piatto dove mangiava o la sedia di casa dove stava seduto per leggere.

Un’immersione, dunque, in quel corollario di realtà privata che, certamente, fu incisivo per la produzione di Sciascia e testimonianza di un pensiero sopraffino.

Non ultima la citazione che Sciascia volle per la sua sepoltura, ennesimo mònito: “Ho deciso di farmi scrivere sulla tomba qualcosa di meno personale e di più ameno, e precisamente questa frase di Villiers de l’Isle-Adam: ‘Ce ne ricorderemo, di questo pianeta’. E così partecipo alla scommessa di Pascal e avverto che una certa attenzione questa terra, questa vita, la meritano”.

La mostra, che si inaugurerà venerdì 23 agosto, verrà preceduta dalla presentazione di un libro del nipote Catalano e rimarrà fruibile fino al 31 ottobre, per poi spostarsi in altri paesi dell’Isola, dove è stata già richiesta.

 

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

L’Indivia e l’Invidia?

Ricordate ognuno è ciò di cui si circonda, se ci si circonda del nulla e se si dà spazio al nulla è perché per primi non si crede nel nostro valore e tutto questo credetemi non potrà durare, si ci vorrà ancora del tempo, ma questo “giorno della marmotta finirà”.
LiberiNobili
di Laura Valenti

Caino e Abele

L’odio tra fratelli genera nei genitori un forte dispiacere. Si chiedono: “dove abbiamo sbagliato?”. Trovare il colpevole non serve a risolvere la questione. Provate a studiare una soluzione di compromesso e, se non trovate terreno fertile, considerate le ragioni divine di questo impasse.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”. 
Wanted
di Ludovico Gippetto

“I vestiti nuovi” della dea di Morgantina

Il caso della famigerata dea di Morgantina, ritornata in Sicilia nel 2011 dopo una lunga trattativa con uno dei più grandi musei del pianeta: il J. Paul Getty Trust di Malibu, in California.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.