Lockdown in Sicilia, Confapi: “Nessun dialogo con associazioni datoriali" :ilSicilia.it

La confederezione non è d'accordo con la regione

Lockdown in Sicilia, Confapi: “Nessun dialogo con associazioni datoriali”

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25 Gennaio 2021

Ancora lockdown della Regione nei confronti della concertazione: insensata e Inspiegabile chiusura del governo regionale al sistema produttivo! La Sicilia ancora in zona rossa: consegna vaccini in ritardo, tamponi inefficaci e il governo chiude le porte alla concertazione territoriale con le parti sociali mentre il sistema produttivo economico rischia il collasso!”, lo dichiara in una nota il Presidente Confederazione della Piccola e Media Industria Sicilia, Dhebora Mirabelli.

“La somministrazione delle dosi dei vaccini la scorsa settimana ha subito una stasi a quota 94.716 – prosegue -.Finora, dunque, i siciliani vaccinati con la prima dose sono solo l’1.91% della popolazione, con un tasso di somministrazione rispetto alle dosi ricevute di 15 punti sotto la media nazionale (pari al 70.8%). Dal report del governo italiano, inoltre, emerge che la Sicilia passa dal quarto al terzo posto di numero dosi consegnate nelle varie regioni la scorsa settimana, nonostante sia l’unica regione in zona rossa dalla mezzanotte di ieri secondo l’ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza.“Fino a quando la Pfizer non riprenderà a inviare in modo regolare quanto concordato, utilizzeremo le scorte per i richiami e non per le nuove vaccinazioni” – dice l’assessorato regionale alla Sanità“.

“Cala anche la percentuale di numero di tamponi effettuati del 0,7%, mentre la curva dei contagi continua a salire. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono circa il 4,25% se consideriamo i molecolari e i rapidi. Ci confermiamo ancora una volta un’isola isolata e rallentata anche in estrema difficoltà ed emergenza. I contagi aumentano e le difficoltà del sistema produttivo locale anche. Urgente una svolta e apertura al dialogo tra governo regionale e associazioni datoriali“, evidenzia.

Abbiamo bisogno di un repentino cambio di passo, non possiamo assistere inermi e, da rappresentanti del mondo produttivo siciliano, accettare il ruolo di “pesci rossi in un acquario”. Ad aumentare in modo costante non sono solo i contagi ma anche i fenomeni di illegalità, rallentamenti e autogestione nella somministrazione delle vaccinazioni; le diagnosi di falsi positivi e falsi negativi per “difettosità” dei tamponi presenti e condotte illecite dei medici; e, infine, l’inadeguatezza dei controlli. Chiediamo che si apra un tavolo di concertazione immediato fin da ora per valutare politiche atte a promuovere e favorire un sistema di tracciabilità più sicuro, trasparente ed efficiente, oltre che, fin da ora, un piano di somministrazione dei vaccini in azienda per mezzo dei medici del lavoro quando saranno disponibili i vaccini anti- Covid senza processo di refrigerazione, come stanno facendo le Regioni Lombardia e il Piemonte. Le imprese sono soggetti sociali e riferimenti per un’intera comunità, che la Regione siciliana riconosca e favorisca ad esse la patente di garante della ripresa e della salute dei propri lavoratori e delle loro famiglie”, conclude Dhebora Mirabelli.

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