L'omicidio di Marcello Cimino e le due Palermo che non s'incontreranno mai :ilSicilia.it
Palermo

La città vuole voltare pagina e tornare alla routine quotidiana

L’omicidio di Marcello Cimino e le due Palermo che non s’incontreranno mai

di
13 Marzo 2017

Che ne può sapere il benzinaio assassino dei luoghi che frequenta ogni giorno? Non si sarà mai chiesto, tra un rifornimento e l’altro, che proprio di fronte a lui, nel cimitero dei cappuccini, riposano Tomasi di Lampedusa e Pio La Torre. Stretti dal silenzio dell’oblio, entrambi, senza nessuno che porti un fiore sulla loro tomba. Gattopardi di una Sicilia che non esiste più, di una città che ha voltato le spalle alla sua storia più bella, salvo poi indignarsi e diventare progressista all’occorrenza.

La piazza che apre il cimitero e ospita centinaia di turisti che ogni giorno la raggiungono per visitare le catacombe dove sorride la bambina che dopo secoli sfida ancora la morte, è teatro popolare dove è facile incontrare il sottobosco e la povertà panormita: dal posteggiatore abusivo balbuziente, attore di Ciprì e Maresco, che smette di inciampare sulle parole solo quando inizia a cantare, ai venditori di fiori e frutta. Confusione, povertà, violenza si alternano in maniera naturale, quasi ovvia.

Un altro protagonista di piazza Cappuccini, che a quanto pare nell’ultimo periodo dormiva accanto a Marcello, è un ragazzo sui 40 anni. Vivendo in zona lo incontro spesso. Ha gli occhi azzurri e i capelli biondi, smilzo, fuori dal mondo. Fino a poco tempo fa dormiva in una macchina abbandonata in via Quarto dei Mille. Si era costruito la sua casa lì tra piumoni vecchi, lattine di birra e mozziconi di sigarette. Non guarda mai nessuno negli occhi e deambula triste in quel quadrato di città, come se il mondo fosse tutto racchiuso tra via Pindemonte e via Cappuccini.

E arriviamo al benzinaio, che fino a ieri lavorava nell’unico rifornimento della piazza, piccolo di statura, un essere insignificante, un invisibile. Avrò incrociato il suo sguardo centinaia di volte. La banalità del male che irrompe con tutta la sua tragicità. Un essere insulso capace di uccidere nel modo più crudele. E non perché è un razzista, magari lo sarà pure, ma perché è geloso della sua donna. La guerra tra poveri che non porta mai a nulla di buono. Un pulviscolo maleodorante che sa di vino in busta e follia cieca, farcita dal senso di possesso malato.

E Palermo non avrà il suo mostro razzista da crocifiggere, un nazista dai capelli rasati, ma un uomo “normale”, indigente anche lui che per mangiare era costretto a recarsi alla mensa dei poveri. Una brutta storia che ci rimanda l’immagine reale e struggente delle due Palermo, di queste due società che non si incontreranno mai, divise geograficamente e culturalmente. C’è chi vive in strada per scelta, come Diogene nella sua botte, scelta che rientra nella piena e assoluta libertà personale e chi è costretto a inventarsi ogni giorno la propria sopravvivenza. E poi c’è chi ha troppo e può permettersi l’indignazione a tempo determinato. Una dose ogni tanto, giusto per ripulirci la coscienza e poter dire a noi stessi che siamo ancora umani.

Tanto ci sarà sempre qualcuno che, mosso da pietas quotidiana, raccoglierà coperte e preparerà pasti caldi. E poi in fondo chi se ne frega, in questo formicaio umano senza diritti c’è spazio per tutti, e Palermo è una città calda e accogliente, aperta. Capace di scendere in piazza per mostrare solidarietà e voltarsi dall’altra parte il giorno successivo. Perché la “massa” occulta, la vera protagonista di questa orrenda storia, la povertà. Ed è questo che non riusciamo ad ammettere, perché è difficile per la nostra ragione tollerare che la miseria possa creare mostri.

E adesso voltiamo pagina, ché la nostra vita quotidiana ci attende. Diamoci appuntamento alla prossima tragedia. Buongiorno a tutti, è già un altro giorno.

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Una estate ricca di novità

L'estate è da sempre una stagione in cui i palinsesti delle tv in chiaro sono pieni di repliche di film e programmi tv. Film come Lo squalo, Pretty woman e la saga della Principessa Sissi sono delle presenze quasi costanti nelle programmazioni estive di molte tv

Blog

di Renzo Botindari

Election Day! Che bella parola

Nessuno mette in discussione che la nostra classe politica sappia fare dialettica e litigare a difesa delle proprie posizioni, o sappia addirittura demonizzare l’avversario, ma alla fine della elezioni chi uscirà vincitore dovrà governare

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

Primarie: un pasticcio alla siciliana

Nelle settimane scorse mentre dirigenti del PD siciliano si sbracciavano per spingere i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alle primarie e sostenere con il voto Caterina Chinnici, la candidata del partito, a Roma si consumava l’esperienza del governo Draghi.

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro