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riconoscimento alla parlamentare siciliana

Lotta al femminicidio e alla violenza di genere: Medea premia la senatrice Papatheu

1 Dicembre 2019

L’Associazione “Medea” ha conferito alla senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu, il “PremioMede@ 2019” per l’impegno profuso a sostegno dell’ente che si occupa della lotta alla violenza di genere. Il sodalizio nazionale protagonista nel 2018 a Taormina della firma della “Carta di Non Violenza” ha inteso premiare la parlamentare siciliana di Forza Italia per il suo impegno in “prima linea” nella lotta al femminicidio.

Papatheu, componente della Commissione parlamentare sul Femminicidio, ha promosso la “Carta di Taormina” e si è poi battuta per l’approvazione del “Codice Rosso”, ad integrazione e modifica del quale si appresta ora a presentare delle proposte di legge per rafforzare le misure a tutela delle donne.

“Con Medea – spiega Papatheu – abbiamo intrapreso un percorso di aiuto e di collaborazione. Nel luglio 2018 abbiamo dato vita insieme alla Carta di Taormina, codice etico che raggruppa le associazioni in un’ottica di reciproco sostegno per le attività a tutela delle donne vittime di femminicidio e di violenza di genere. Abbiamo costituito una rete anti-violenza fatta di associazioni di avvocati, psicologi e magistrati perché il femminicidio è un’emergenza culturale e sociale che si può sconfiggere soltanto combattendolo insieme”.

i protagonisti dell’evento

“Proprio nell’ambito di queste realtà, come Medea e le varie associazioni che operano con grande impegno e senso di sacrificio, le donne trovano quel sostegno che troppo spesso lo Stato non riesce a dargli. Sino agli Anni Ottanta l’omicidio commesso nei confronti delle donne veniva ancora giustificato come cosiddetto “delitto d’onore”, oggi sono stati fatti dei passi in avanti ma non bastano. Mi sento di dire che lo Stato ha fallito. Malgrado il “Codice Rosso” e gli interventi posti in essere dal legislatore, i dati attuali sono agghiaccianti e desolanti. Sapere che ancora adesso si compiono 88 violenze al giorno e che una donna su tre muore ci obbliga ad un forte impegno morale, ancor prima che istituzionale, per porre fine a questa mattanza. Per questo intendo presentare al più presto delle iniziative di legge che possano portare non solo al supporto psicologico per le vittime ma anche all’indipendenza economica delle donne, che è fondamentale per fare uscire alcune donne da quel silenzio che in molti casi le uccide. Molto spesso delle donne tacciono o denunciano troppo tardi, quando si arriva ad un tragico epilogo”.

“Il modello da seguire – aggiunge Papatheu – è quello del “Cardarelli” di Napoli, dove c’è il “Codice Rosa”, le donne vengono intercettate e denunciate anche quando negano di aver subito la violenza, ed in quel contesto accanto al medico c’è una psicologa che aiuta a raccogliere la denuncia della vittima. La violenza, purtroppo, è una sequenza che si ripete sino ad arrivare poi alle estreme conseguenze. Questo premio che mi è stato consegnato lo condivido con tutti coloro che, a partire da Medea, mi stanno aiutando a portare avanti questa grande lotta solidale”.

L’Associazione Medea (Mede@), ricordiamo, è un’apprezzata realtà nazionale nata per informare sui vari fenomeni di violenza e fornire una consulenza gratuita unita a un’attività di prevenzione di tali casi. Con una presenza radicata su tutto il territorio nazionale, Medea mette a disposizione delle vittime psicologi, avvocati, criminologi pronti a fornire assistenza legale e consulenze atte a valutare il livello di pericolosità degli atti violenti. Lo scopo del progetto Medea è la denuncia alla violenza.

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.