Luce e materia nelle "Immersioni" di Fratantonio. La mostra a Palermo :ilSicilia.it
Palermo

Fino al 7 dicembre

Luce e materia nelle “Immersioni” di Fratantonio. La mostra a Palermo

11 Novembre 2019

Scorri le foto in alto

“Immersioni” è il titolo della mostra con cui La Piana arte contemporanea inaugura la stagione espositiva invernale, un’esposizione personale degli ultimi lavori che raccontano la ricerca dell’artista Franco Fratantonio.

Fratantonio, nato nel 1962 a Modica (Ragusa), nelle sue opere traspone e introietta il calore di questa parte della Sicilia, raccontandola attraverso il colore e la primitiva e incredibile gamma di bruni offerti all’occhio. Non sorprende, quindi, che tra Fratantonio e gli artisti che operano in quel territorio (in particolare con il Maestro Piero Guccione al quale era legato da rapporti di stima e amicizia) esistano affinità elettive che riguardano la visione del paesaggio nella sua complessità. A distinguerne e a differenziarne la ricerca è una sorta di componente spirituale nella visione, la ricerca del miracolo che si ripete ogni giorno, lo straordinario dell’ordinario.

Questa, un’importante chiave di lettura, per accostarsi alle opere esposte nella mostra “Immersioni”, ideata, organizzata e curata da Massimo La Piana, che sarà inaugurata sabato 16 novembre, alle 18, nelle sale espositive della Galleria La Piana Arte Contemporanea, in via Isidoro La Lumia 79, a Palermo. Ingresso libero.

Esposta una selezione di diciotto opere a pastello e una installazione, realizzate appositamente per questo progetto.

“Io – dice Fratantonio – rappresento ciò che la natura mi suggerisce, il mio rapporto con essa è di tipo contemplativo spirituale”. La capacità di raccontare, con asciutta sintesi, il paesaggio circostante, evidenziandone i contrasti coloristici e la selvaggia e ancestrale bellezza dei particolari, fanno da contraltare alla ridondanza e alla preponderanza estetica del barocco nel Ragusano. Protagonista assoluta della ricerca di Fratantonio è la luce. Le sue Immersioni, dunque, sono immersioni nella luce: la luce e il suo declinarsi nei diversi momenti della giornata. Il modo in cui essa trasmuta la visione dello stesso paesaggio ,della stessa immagine , nel divenire del giorno e della notte. La luce accecante delle mattinate estive, delle infinite gamme di viola dell’alba, degli intensi arancioni africani o delle striate e variopinte qualità di rosa dei tramonti, del buio annientato dai riflessi lunari. Sono immersioni in quei contesti, ben noti a chi conosce e frequenta l’Isola, nei quali anche l’anima diventa partecipe del paesaggio, in grado di stupire e modificare ogni cosa ne sia coinvolta, mobile e immobile .

Materia che diventa luce, attraverso la dolce consistenza del pastello e mezzo con la quale Fratantonio racconta il trasparente, il cristallino, si ancora alla visione per rivelare i colori dell’immateriale. Soggetto ideale per questa ricerca è il mare, strumento di rifrazione, specchio del cielo, punto d’incontro tra etereo e concreto, spirituale e materiale.

Materializzazione ottica della luce sono, dunque, “Cielo” e “Mare”, Le marine siciliane sono il “soggetto esemplare” per i lavori di Fratantonio che le rappresenta attraverso una visione concreta, immanente, scegliendo con cura il momento della giornata in cui il circostante coincide con il suo stato d’animo.

“Come Narciso, il cielo si specchia nel mare che innamorato, lo cattura e trasforma la sua bellezza in propria, animandola con i propri riflessi”, sottolinea il gallerista Massimo La Piana.

L’esposizione, visitabile fino al 7 dicembre, rimarrà fruibile tutti i giorni, festivi e mercoledì mattina esclusi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Franco Fratantonio.

Nasce il 25 marzo 1962 a Modica (RG). Il 1984 è l’anno del trasferimento a Milano. Qui completa la sua formazione, conseguendo prima il diploma del Liceo Artistico e poi quello in pittura All’Accademia di Belle Arti di Brera. Il 1995 è l’anno della tesi su ”Lo Spirituale nell’Arte” di Kandinskij, contemporaneamente elabora il video “Giorno e Notte Viaggiando”. Nello stesso anno è selezionato per l’esposizione “Salon dei Salons” dell’Accademia, dove sarà premiato in pittura con l’opera “Croce Cosmica”. Durante gli anni di formazione artistica Franco Fratantonio conosce e frequenta artisti e studiosi di gran rilievo artistico culturale. Questi sono gli anni in cui la ricerca e la sperimentazione determinano una conoscenza maggiore del linguaggio e della tecnica.

Tra il 1995 e il 2001 ha il privilegio di lavorare nell’ambito scenografico come tecnico di palcoscenico presso il teatro “Alla Scala” di Milano. L’artista, dopo una permanenza a Milano lunga vent’anni, spinto dall’amore che lo lega alla sua Sicilia, ritorna a vivere e a lavorare tra Modica e Sampieri -Scicli. Video, foto e pittura sono i linguaggi con i quali si esprime. Nella sua lunga esperienza artistica ha esposto in diverse mostre personali e collettive, partecipando anche a numerosi progetti culturali in Italia e all’estero. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche.

Tag:
Wanted
di Ludovico Gippetto

La Fontana di Ventimiglia… va a ruba!

A Ventimiglia di Sicilia, un piccolo comune della provincia di Palermo che conta 2.200 abitanti, in una notte del 1983 nessuno si è accorto di strani movimenti attorno ad una fontana...
LiberiNobili
di Laura Valenti

Arrabbiarsi non è un male

La rabbia fa bene quando dà la motivazione, la spinta vitale verso l’evoluzione, altrimenti diventa espressione di una tragica considerazione di se stessi sia da parte dell’individuo sia da parte dell’interlocutore.
Blog
di Renzo Botindari

Ci Vogliono Occhi Verdi

Ho avuto da sempre la convinzione che se non si amministra garantendo un minimo di dignità ad ognuno, non si riuscirà mai ad auspicarsi una crescita, ma la garanzia del minimo insieme alla libera competizione dei capaci si ottiene soltanto attraverso un governare “deideologizzato”.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”.