Luci accese per illuminare il futuro, gli imprenditori della ristorazione lanciano #RisorgiamoItalia :ilSicilia.it

martedì 28 aprile

Luci accese per illuminare il futuro, gli imprenditori della ristorazione lanciano #RisorgiamoItalia

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26 Aprile 2020

Accendere le luci dei propri locali per illuminare un futuro reso buio dall’emergenza Coronavirus.

È questo lo spirito con cui un gruppo di imprenditori del complesso HO.RE.CA (Hotel, ristorazione, catering) e del mondo dello spettacolo ha lanciato l’iniziativa #RisorgiamoItalia.

L’INIZIATIVA

Nella serata di martedì 28 aprile, i commercianti si recheranno nei propri negozi per accendere le luci della propria attività ed alzare le saracinesche. Il tutto si svolgerà senza condurre alcune attività.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare il mondo politico per spingerlo a dare risposte certe ad un settore ormai allo stremo. Come riportato nella nota allegata all’evento ufficiale facebook, gli organizzatori precisano: “Vogliamo esprimere la con un gesto simbolico, ovvero la nostra volontà di tornare in piena attività. Produrre, generare occupazione e regalare emozioni sono le nostre vocazioni, assicurare un contributo produttivo al sistema paese, la nostra missione. Dalle vetrine e sui prospetti di ogni locale sarà visibile un cartello di unione ed esortazione, #Risorgiamoitalia“.

Ognuno manifesterà la propria protesta con foto, video messaggi ed atti dimostrativi al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alle ragioni della nostra causa comune. Il nostro rammarico è che tutto ciò potrebbe accadere per l’ultima volta“.

MERCOLEDÌ LA CONSEGNA DELLE CHIAVI

Ad oltre cinquanta giorni dalla chiusura forzata causa Covid-19, la paura che serpeggia da tempo è quella di non riaprire più, ovvero di non avere risorse sufficienti per potere andare avanti.

Per questi motivi, nella giornata di mercoledì 29 aprile, i commercianti consegneranno le chiavi della propria attività ai sindaci. Un gesto simbolico, che coinvolgerà anche i comuni siciliani.

Le nostre attività sono state chiuse per decreto, i ricavi sono stati azzerati, siamo stati privati del nostro lavoro e delle libertà – sottolineano gli organizzatori -. Consapevoli del dramma sanitario che si stava abbattendo sul paese, abbiamo accettato questi enormi sacrifici di buon grado. Oggi, con una sola voce, vogliamo manifestare in migliaia la delusione di chi è stato lasciato solo con le proprie spese, i dipendenti, gli impegni economici pregressi e le incertezze future. A fronte della nostra grande disponibilità, l’azione del governo fino ad oggi si è dimostrata tardiva ed insufficiente. Ci è stata premessa liquidità e non ci sono arrivate neanche le dovute garanzie“.

Quando si parla di fase due o fase tre, vengono contemplati parametri insostenibili, distanze incolmabili con una riduzione del 70% dei coperti disponibili e tutte le responsabilità a carico dei gestori. Aprire con il 30/40% dei ricavi ed il 100% dei costi. Per i locali di pubblico spettacolo la data della riapertura non è nemmeno al orizzonte. Questo è un gioco al massacro cui non vogliamo partecipare.
Senza le dovute garanzie non riapriremo!“, chiosa infine la nota degli organizzatori.

 

 

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