"L'ultima notte del Rais": al Biondo la fine di Gheddafi, il "mito fatto uomo" | Video :ilSicilia.it
Palermo

fino al 26 gennaio

“L’ultima notte del Rais”: al Biondo la fine di Gheddafi, il “mito fatto uomo” | Video

22 Gennaio 2020

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Sono Muʿammar Gheddafi il mito fatto uomo“: si presenta così Stefano Santospago che, nello spettacolo in scena la Teatro Biondo di Palermo (sala Grande) “L’ultima notte del Rais“, di Yasmina Khadra, interpreta proprio il ruolo di Gheddafi.

La pièce, tratta dall’omonimo romanzo pubblicato da Sellerio, e diretto da Daniele Salvo, è di estrema attualità e ripercorre l’ultima notte del raìs traendo spunto dal testo di Khadra, pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, ex ufficiale dell’esercito algerino.

Khadra ci offre la narrazione delle ultime drammatiche ore di vita del leader libico che hanno reso possibile comprendere l’attuale caos e il micidiale groviglio di interessi geopolitici che ruotano intorno alla Libia.

Santospago dà voce ad una visione a tratti delirante, ma assolutamente verosimile, della personalità di Gheddafi resa ancor più forte da un’infanzia molto difficile che, sin dalle prime battute viene sottolineata.

Ghedafi - L'ultima notte del rais

Il rais è asserragliato in una scuola fatiscente, già colpita dai bombardamenti e perciò ritenuta più sicura: lui non si definisce dittatore semmai un custode che affronta il riposo dell’anima a costo del martirio del corpo.

Lo spettacolo, le cui scene sono curate di Michele Ciacciofera, i costumi di Daniele Gelsi, le musiche di Marco Podda, è fortemente sostenuto dalle videoproiezioni dello studio torinese Indyca, che offrono immagini e sonorità che attingono alla storia degli ultimi anni.

Il “fratello guida” si sente parte del respiro cosmico in quel delirio di onnipotenza che ha segnato la storia, reale, ma che non gli ha risparmiato la morte, ancor più plateale sul palco del Biondo.

L’ultima notte del Rais – spiega il regista Daniele Salvo – è una moderna tragedia, la tragedia di un uomo che, pagina dopo pagina, ci mostra i suoi traumi infantili, la sua sensibilità, la sua umanità, la sua fragilità, le sue paure e le sue ansie per poi sorprenderci d’improvviso con le sue perversioni, la sua sete di potere, il suo irrimediabile desiderio di autocelebrazione”.

Il pubblico in sala applaude il protagonista Santospago nel ruolo di Muhammar Gheddafi, e gli altri attori, Carlo Valli, Gianluigi Fogacci, Riccardo Zini, Roberto Burgio, Alessandro Romano, Marcello Montalto, che vestono i panni, alternativamente, di diversi personaggi.

Repliche fino al 26 gennaio.

 

  • Foto di scena di Rosellina Garbo.
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