Mafia: condanne per mezzo secolo a tredici boss di Palermo :ilSicilia.it
Palermo

Indagine nata dalla ribellione antipizzo commercianti di Borgo Vecchio

Mafia: condanne per mezzo secolo a tredici boss di Palermo

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8 Novembre 2018

Il gup di Palermo ha condannato complessivamente a oltre mezzo secolo di carcere 13 tra estorsori, boss e uomini d’onore della famiglia mafiosa del Borgo Vecchio di Palermo. Il processo si è svolto in abbreviato. L’accusa in aula era rappresentata dalla pm Amelia Luise. Sei le assoluzioni.

Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni. e rapina. La pena più alta (6 anni e 4 mesi) è stata inflitta al capomafia Fabio Bonanno. Salvatore D’Amico ha avuto 4 anni e 6 mesi, Elio Ganci 2 anni e 2 mesi in continuazione con una precedente condanna, Luigi Miceli 5 anni e 2 mesi e Domenico Tantillo 5 anni e 8 mesi.

L’indagine che ha portato, un anno fa, a 17 arresti nasce dalla massiccia ribellione dei commercianti del quartiere che denunciarono le richieste di pizzo. Alcune vittime hanno pagato per 15 anni. Prima 200 euro a Pasqua e a Natale, poi 500.

Nel 2010, mi telefonarono per invitarmi a cercare un amico. Mi rivolsi allora a un collega commerciante, che qualche giorno mi portò il messaggio: devi pagare 1000 euro“, ha rivelato ai pm uno dei commercianti taglieggiati, il titolare del ristorante palermitano Cucina Papoff.

Le accuse delle vittime sono state confermate dal pentito Giuseppe Tantillo, fratello del boss Domenico. E’ lui a raccontare che a capo della famiglia sarebbe stato messo Elio Ganci, “investito” del comando dopo essere stato scarcerato.

Noi abbiamo parlato con lui se nel caso era disposto a continuare, e lui ci ha detto di sì“, ha raccontato. Al vertice del mandamento, secondo l’accusa, erano anche Fabio Bonanno, Salvatore D’Amico, Luigi Miceli e Domenico Canfarotta che, però, è stato assolto.

I primi tre consegnavano ai parenti dei detenuti i soldi per andare avanti e gestivano il racket. Il quarto, invece, controllava e gestiva la piazza dello spaccio di droga. Miceli avrebbe anche partecipato al pestaggio di due fruttivendoli, “colpevoli” di aver maltrattato un concorrente vicino al clan.

Queste le altre pene inflitte: 3 anni e 8 mesi a Antonino Siragusa, 2 anni e 2 mesi a Francesco Russo, 5 anni e 2 mesi ad Antonio Tarallo, 4 anni e 8 mesi a Gianluca Lo Coco, 2 anni e 8 mesi a Salvatore Russo, 4 anni e 8 mesi a Giuseppe La Malfa, 4 anni e 8 mesi a Cristian Cinà, 3 anni e 4 mesi a Domenico Consiglio. Assolti Massimiliano Tabbita, Francesca Verducci, Marco Verducci, Domenico Canfarotta, Marcello D’Amico e Nunzio La Torre.

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