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Catania

Decapitata la cosca di Paternò

Mafia e “inchini”, blitz nel Catanese con cento carabinieri, 10 arresti. I nomi | Video

28 Agosto 2018

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Dieci appartenenti alla mafia di Paternò in provincia di Catania sono stati arrestati dai carabinieri per associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Oltre cento i carabinieri del Comando Provinciale di Catania, impegnati nel blitz che dall’alba di questa mattina hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale etneo su richiesta della Dda di della città etnea.

Le indagini hanno consentito di definire la posizione di comando della cosca Assinnata della criminalità organizzata del paese, evidenziato anche dal segno di reverenza del cosiddetto “inchino” durante i festeggiamenti patronali del dicembre 2015. La cosca è ritenuta un’articolazione territoriale della potente famiglia mafiosa dei “Santapaola” considerata una delle più ramificate e pericolose del Catanese.

Gli inquirenti, dopo le attività investigative che portarono nel febbraio del 2016 alla cattura nell’ambito dell’operazione “The End” di 14 esponenti dello stesso gruppo criminale, hanno individuato capi e gregari, riscontrando un diffuso condizionamento dell’economia locale.

I nomi degli arrestati

In manette è finito anche il reggente della cosca che, al quale, al posto del padre in carcere, curava i rapporti con altri esponenti di spicco della mafia.

Tra loro Domenico Assinnata, 28 anni, già detenuto, figlio del capomafia Salvatore, che avrebbe preso le redini del gruppo tenendo rapporti diretti con esponenti di spicco della mafia catanese.
Gli altri destinatari del provvedimento sono: Erminio Laudani, di 49 anni; Gaetano Laudani, di 21; Marco Impellizzeri, di 25; Samuele Cannavò, di 21, già detenuto a Siracusa; Marco Giuseppe Sciacca, di 24; Cristian Terranova, di 26; Ivan Gianfranco Scuderi, di 24; Salvatore Alex Atanasio, di 26; e Rosario Sammartino, di 39.

L’operazione, definita ‘Assalto’, secondo la Procura di Catania, ha “definito la posizione di predominio della famiglia Assinnata nell’ambito della criminalità organizzata locale, evidenziata dal segno di riverenza attribuito nel corso dei festeggiamenti patronali del 02 dicembre 2015, col classico dondolamento e “Inchino” dei portatori dei cerei dinanzi all’abitazione dello storico boss Salvatore Assinnata, padre di Domenico”. Ha ricostruito il “volume d’affari illegali del clan nel settore delle estorsioni ai danni di imprenditori dell’area di riferimento, in particolare nei confronti di una ditta di autonoleggio vittima di due distinti atti intimidatori. Nella prima occasione veniva data alle fiamme l’autovettura di proprietà del titolare, nella seconda invece veniva frantumata la vetrina e la porta di ingresso della ditta, nonostante fossero antisfondamento”.

Chiarite le dinamiche dell’organizzazioni delle “piazze di spaccio”, dai canali alle procedure di approvvigionamento e cessione di eroina, marijuana e hashish. Nel corso delle indagini sono stati arrestati da carabinieri della compagnia di Paternò 12 spacciatori in flagranza di reato.

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