Mafia, Graviano shock: "Mentre ero latitante incontrai Berlusconi tre volte" :ilSicilia.it
Palermo

parole pesantissime del boss di Brancaccio

Mafia, Graviano shock: “Mentre ero latitante incontrai Berlusconi tre volte”

di
7 Febbraio 2020

Nel dicembre 1993, mentre ero latitante, incontrai Berlusconi a Milano. Berlusconi sapeva come mi chiamavo. E sapeva che ero latitante da dieci anni. Alla riunione ha partecipato anche mio cugino Salvo e con Berlusconi c’erano persone che non conoscevo. Dovevamo discutere dell’ingresso di alcuni soci nelle società immobiliari di Berlusconi”. A rivelarlo, deponendo oggi in videoconferenza al processo sulla ‘ndrangheta stragista a Reggio Calabria, è il boss mafioso Giuseppe Graviano.

Per la prima volta il capomafia di Brancaccio decide di parlare, dopo 26 anni di «carcere duro».

“Verso la fine del 1993 – spiega rispondendo alle domande del pm Giuseppe Lombardo – si tenne una riunione a Milano 3, per regolarizzare questa situazione. Siccome Berlusconi aveva detto di sì mio cugino ha detto di andare a incontrarlo. ‘Vediamo che intenzioni ha’, disse, ed così è stato fissato l’appuntamento a Milano 3. Fino a quel momento questi soggetti che dovevano entrare in affari con Berlusconi non apparivano”.

“In quell’occasione fu programmato un nuovo incontro, per febbraio, ma io il 27 gennaio 1994 venni arrestato a Milano. Un arresto anomalo…, dice ancora Graviano.

“Io ho condotto la mia latitanza nel milanese tra shopping in via Montenapoleone e teatri, insomma facevo la bella vita, dice Graviano. Il boss è stato latitante dagli anni Ottanta al 27 gennaio 1994 quando fu arrestato.

“NEGLI ANNI ’80 PRONTO AGGUATO PER RIINA”

Negli anni Ottanta alcuni boss mafiosi avrebbero preparato un attentato al capo dei capi Totò Riina. A rivelarlo, deponendo al processo sulla ‘ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria, è sempre il boss Giuseppe Graviano.

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’omicidio Costa (il giudice Gaetano Costa ndr). Quindi, il signor Riina ha deciso di mettere delle regole, insomma un po’ di democrazia, perché non potevano prendere le decisioni solo Salvatore Bontade e Gaetano Badalamenti”.

E ricorda la costituzione della Commissione di Cosa nostra. Michele Greco era un uomo di pace, non per niente lo hanno fatto diventare ‘Papa‘ e ha messo delle regole che si dovevano togliere delle vergogne”. E ricorda un incontro avvenuto “nel febbraio 1981”. quando era pronto un “agguato a Riina”. E in quell’occasione chiesero l’intervento di Michele Greco, boss di Ciaculli. “Che disse ‘io sono per la pace, posso intervenire per la pace, io non posso continuare se avete queste intenzioni. A me non dovete più parlare di nessuna intenzione”.

“BERLUSCONI FU UN TRADITORE”

Berlusconi fu un traditore – ha aggiunto Graviano – perché quando si parlò della riforma del Codice penale e si parlava di abolizione dell’ergastolo mi hanno detto che lui chiese di non inserire gli imputati coinvolti nelle stragi mafiose”.

Il Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo gli ha letto l’intercettazione del 19 gennaio 2016 quando, conversando con il boss Umberto Adinolfi, disse: “Berlusconi prese le distanze e fece il traditore”. E oggi conferma quella frase e spiega i motivi di quel ‘tradimento’. “Un avvocato di Forza Italia mi disse che stavano cambiando il Codice penale – dice ancora Graviano – e che doveva darmi brutte notizie. Perché in Parlamento avevano avuto indicazioni da Berlusconi di non inserire quelli coinvolti nelle stragi. Lì ho avuto la conferma che era finito tutto. Mio cugino Salvo era morto nel frattempo per un tumore al cervello. E nella riforma del Codice penale non saremmo stati inseriti tra i destinatari dell’abolizione dell’ergastolo”. E aggiunge: “Questo mi portò a dire che Berlusconi era un traditore“.

“Dottore, io sto dicendo solo qualcosa, ma posso dire ancora tante altre cose … Io non voglio né soldi né altro…”. E riferendosi alle intercettazioni in carcere con il boss Umberto Adinolfi, dice: “Ho solo dato confidenza a un carissimo amico. Ma se sentissi tutte le intercettazioni potrei dire tanto altro”.

LA DIFESA DEL CAV

Ghedini“Le dichiarazioni rese quest’oggi da Giuseppe Graviano sono totalmente e platealmente destituite di ogni fondamento, sconnesse dalla realtà nonché palesemente diffamatorie”. Lo afferma in una nota il legale di Silvio Berlusconi, l’Avv. Niccolò Ghedini.

“Si osservi che Graviano nega ogni sua responsabilità pur a fronte di molteplici sentenze passate in giudicato che lo hanno condannato a plurimi ergastoli per gravissimi delitti. Dopo 26 anni ininterrotti di carcerazione – prosegue Ghedini – improvvisamente il signor Graviano rende dichiarazioni chiaramente finalizzate ad ottenere benefici processuali o carcerari inventando incontri, cifre ed episodi inverosimili ed inveritieri. Si comprende, fra l’altro, perfettamente l’astio profondo nei confronti del Presidente Berlusconi per tutte le leggi promulgate dai suoi governi proprio contro la mafia. Ovviamente saranno esperite tutte le azioni del caso avanti l’autorità giudiziaria”.

 

 

LEGGI ANCHE:

Graviano intercettato accusa Berlusconi: “Pezzo di crasto, mi ha chiesto sta cortesia… e ora dà i soldi alle buttane”

Via D’Amelio, Graviano finalmente parla: ecco l’incontro con Fiammetta Borsellino | AUDIO

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

La Cosa Giusta

Il mio mondo è pieno di individui che hanno preso le scorciatoie e che con la loro scarsa morale minano alla base giornalmente i nostri principi essendo esempio di una classe vincente

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

Fine del Referendum?

Il voto delle amministrative del 12 giugno, i suoi risultati, con l’esultanza dei vincitori e la delusione degli sconfitti con il carico di polemiche e di recriminazioni, ha messo in ombra fino alla sua rimozione

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Remake e Reboot: un fenomeno in crescita

Non è certo un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni con l'avvento delle piattaforme streaming e il conseguente aumento della produzione di serie tv, i remake e i reboot ( in italiano rifacimento e riavvio) sono diventati molto frequenti. La differenza tra i due termini è sostanziale:

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.